Sicurezza
Pirata della strada rinviato a giudizio per lesioni gravi
I familiari del motociclista rimasto 80 giorni in ospedale: «L’automobilista non si è scusato per il male provocato»
MARLIA. Quindici mesi fa provocò un incidente stradale in cui rimase gravemente ferito un giovane centauro senza prestargli soccorso e cercando di occultare le prove del sinistro. Adesso il 4 novembre l’automobilista - Roberto Soldati, 50 anni, di Monte S. Quirico - dovrà rispondere dei reati di omissione di soccorso e lesioni gravissime davanti al giudice Simone Silvestri. All’epoca dei fatti - a fine luglio 2012 - il pirata della strada finì ai domiciliari su richiesta del sostituto Sara Polino accolta dal gip Giuseppe Pezzuti.
L’incidente. Ma a subire le conseguenze di quel comportamento moralmente riprovevole e penalmente rilevante fu Luca Pieretti, 27 anni, elettricista, residente in via dei Masini a Marlia. Nel drammatico incidente avvenuto sulla strada provinciale Fondovalle a Gallicano venne travolto dalla Chevrolet Cruze di Soldati che, in fase di sorpasso, superò la linea di mezzeria andando a sbattere contro la Ducati del centauro che nell’impatto finì incastrato sotto le lamiere del guard-rail. A salvarlo fu il casco integrale. Ma Pieretti restò ricoverato 80 giorni al Cto di Careggi . Frattura del femore, del torace, di entrambe le gambe e del braccio sinistro. Per lui prognosi riservata e coma farmacologico. Con Pieretti c’erano degli amici motociclisti che inseguirono il conducente del suv che non si era fermato a prestare soccorso. Una volta raggiunto iniziò una discussione con uno dei motociclisti che fu colpito da uno schiaffo. Soldati risalito sulla Chevrolet si allontanò portando l’auto in carrozzeria per cancellare le ammaccature e precostituirsi una prova.
Nessuna lettera di scuse. A distanza di 15 mesi la sorella e i parenti del giovane elettricista - che da quel giorno entra ed esce dall’ospedale per le terapie e che ha subito la riduzione di 4 centimetri dell’osso di una gamba - attendono ancora una lettera di scuse dall’indagato: «Proprio il giorno dell’udienza Luca dovrà sottoporsi a una nuova operazione al gomito sinistro a Peschiera del Garda. Ha un braccio bloccato e non ha potuto riprendere il lavoro. Ci attendevamo una lettera di scusa, una telefonata, un’assunzione di responsabilità da parte dell’automobilista. Direttamente da lui neanche un parola». (l.t.)
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