Il Tirreno

Lucca

Locali e negozi, revocata l’ordinanza sugli orari

di Barbara Antoni
Locali e negozi, revocata l’ordinanza sugli orari

La decisione della giunta è un atto dovuto alla luce della liberalizzazione e delle sentenze della Cassazione. Abolito il calendario delle aperture domenicali

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LUCCA. Un atto dovuto ma sostanziale, perché sancisce, di fatto, la decadenza di qualsiasi limite alle aperture di pubblici esercizi e attività commerciali di sorta.

Il documento in questione è un’ordinanza con cui il sindaco Alessandro Tambellini revoca precedenti ordinanze (la numero 7049 del 2007 e la numero 6064 del 2012), relative all’istituzione del calendario di aperture domenicali.

Un calendario sorpassato, a questo punto da quasi due anni, dall’entrata in vigore del decreto Monti sulla liberalizzazione degli orari di apertura di negozi e pubblici esercizi su tutto il territorio nazionale e dalle successive sentenze che hanno respinto il ricorso contro la liberalizzazione presentato a suo tempo dalla Regione Toscana.

«Alla luce di tutti i cambiamenti intercorsi a livello legislativo - spiega l’assessore Giovanni Lemucchi, delega al commercio e alle attività produttive - in primo luogo i nostri uffici hanno dato l’okay alla revoca. L’ultima ordinanza è in pratica un atto dovuto a seguito della liberalizzazione e delle sentenze della Cassazione. Con questo nuovo documento ci siamo in sostanza allineati alla normativa attuale».

Non solo. L’ordinanza che revoca i vecchi calendari di aperture domenicali rappresenta anche, per l’amministrazione, uno strumento di tutela nei confronti di eventuali ricorsi che avessero come oggetto la “sopravvivenza” di regole su aperture consentite e non.

Adesso, a maggior ragione con la pubblicazione della nuova ordinanza, le attività commerciali avranno libero arbitrio nella scelta degli orari di apertura. Chi avrà intenzione ad esempio di stare aperto ventiquattro ore al giorno (il primo esempio è il Mc Donald’s sul viale Europa, aperto non stop nel fine settimana) non avrà vincoli: basterà una comunicazione formale all’ufficio commercio del Comune.

L’amministrazione comunale conserverà comunque un margine di intervento sugli orari, in tutti quei casi in cui la presenza di un negozio o di un locale in attività possa creare disturbi alla quiete pubblica, dare origine a problemi di ordine pubblico, incidere in qualche modo sulla “salute” ampiamente intesa della popolazione residente nelle sue adiacenze.

In situazioni di questo tipo il Comune potrà continuare a intervenire con ordinanze specifiche e limitative dell’apertura. Una facoltà che gli viene riconosciuta dalla legge.

Procedono intanto - proprio nello spirito di conciliare le esigenze di aperture notturne dei locali del centro (e dei loro frequentatori) con quelle dei residenti - le audizioni che la commissione consiliare commercio e attività produttive, con l’assessore Lemucchi, sta portando avanti. In prima istanza sono state sentite le categorie. Entro la metà di novembre sarà fissata una nuova audizione, stavolta con il gruppo nato su Facebook (ma che sembra intenzionato a costituirsi in associazione) “Vivere Lucca anche di notte”, che conta al momento quasi quattromila adesioni. Le audizioni sono finalizzate alla raccolta di elementi per arrivare a stendere regole che siano condivise da tutte le parti in causa.

In dirittura d’arrivo anche il nuovo regolamento della somministrazione: la novità sarà l’abolizione delle superfici minime per i pubblici esercizi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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