Attenzione
Inchiesta sul mattone, ricusato il giudice
La richiesta dei legali di Chiari e di Ferro porta alla sospensione del processo in attesa della decisione della corte d’Appello
LUCCA. Niente udienza preliminare. L’inchiesta su tangenti e mattone, il presunto caso di corruzione nel settore urbanistica che nel giugno 2011 provocò un terremoto politico-amministrativo, subisce uno stop inatteso. Gli avvocati Sandro Guerra, Stefano Del Corso e Luigi Velani - il primo legale dell’ex superassessore Marco Chiari e gli altri difensori dell’ingegner Andrea Ferro - hanno chiesto la ricusazione del gup Alessandro Dal Torrione che, a loro giudizio, sarebbe incompatibile a ricoprire il ruolo nel caso di specie in quanto presunto testimone del procedimento. La palla passa quindi al collegio di ricusazione alla corte d’Appello di Firenze (presidente Fabio Massimo Drago, consiglieri Angela Annese e Rinaldo Merani) che dovrà pronunciarsi nel merito e che, in considerazione dei tempi ristretti, ha disposto la momentanea sospensione dell’attività processuale, salvo atti urgenti, comunicandolo via fax al giudice dell’udienza preliminare e ai difensori degli imputati.
Un’altra richiesta di rinvio. Se non fosse intervenuta la Corte d’Appello l’udienza gup probabilmente sarebbe saltata lo stesso per l’istanza d’impedimento presentata dall’avvocato Giulia Padovani, legale dell’immobiliarista Giovanni Valentini, la quale non può partecipare perché in gravidanza. E il legale che l’affiancava nella difesa - l’avvocato civilista Giuseppe Toscano del foro di Pisa - ha rinunciato all’incarico. Quindi l’imputato si sarebbe trovato senza legale di fiducia. Ergo: il rinvio era praticamente scontato.
Scenari. A seconda della decisione che prenderà il collegio di ricusazione gli scenari potrebbero modificarsi. Se non riterrà che vi siano i presupposti dell’incompatibilità del giudice Dal Torrione allora verrà fissata un’altra data (prima di Natale?) per discutere sul rinvio a giudizio o il non luogo a procedere per i sette indagati (oltre alla Valore spa di Prato, peraltro fallita, come persona giuridica). Viceversa il tribunale dovrà nominare un nuovo gup che sia compatibile con il procedimento penale. E visto che quasi tutti i giudici del collegio e dell’ufficio gip hanno avuto a che fare (anche come tribunale del riesame dei diritti reali) con la vicenda, probabilmente l’unico compatibile - per quanto riguarda la sezione penale dove è tornato di recente - è il dottor Enrico Mengoni. La scelta potrebbe ricadere su di lui. A meno che non si opti per qualche togato della sezione civile.
Rito abbreviato. Al di là delle chiacchiere da bar ad oggi nessuno degli indagati ha chiesto di essere ammesso al rito abbreviato davanti al gup. Evidentemente preferiscono difendersi in dibattimento.
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