Il Tirreno

Lucca

«Biomasse, la scienza smentisce i dati del governatore»

di Chiara Lammari
«Biomasse, la scienza smentisce i dati del governatore»

Bagni di Lucca, il comitato Ambiente e Salute attacca il presidente Rossi favorevole all’impianto nell’ex Alce

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BAGNI DI LUCCA. Non ci sta il Comitato Ambiente e Salute e, a pochi giorni dalla visita di Enrico Rossi nelle zone alluvionate, ha deciso di rispondere alle dichiarazioni del presidente del Consiglio regionale toscano in merito alla questione dell’utilizzo delle biomasse. «Rossi – scrive il gruppo ambientalista – ha parlato genericamente di “filiera corta” e di “legname sparso in giro” che se raccolto, a suo dire, potrebbe generare energia. Ci chiediamo, a quale legname faccia riferimento con precisione. A noi risulta infatti che, in Toscana, la potenziale produttività di biomasse economicamente sostenibile per il settore energetico si ferma ad appena 320.000 tonnellate annue. Anche aggiungendo le 9.320 tonnellate ricavabili dalla manutenzione degli alvei fluviali e del verde urbano, si avrebbe una produttività massima di neppure 330.000 t/anno (manuale Arsia). Considerato – continua il Comitato – che sul territorio regionale sono già attive innumerevoli centrali a legna che utilizzano alti quantitativi di cippato e considerato che 150.000 t/anno sarebbero assorbite dall’enorme impianto dell’Alce di Fornoli, ci si domanda con quale legname verrebbero alimentati gli impianti che Rossi ha in progetto».

«Purtroppo – prosegue il gruppo – l'autorizzazione fornita ad Alce Spa ha di fatto annullato qualsiasi velleità di attuazione di una programmazione energetica sulle biomasse che, nella nostra provincia ed in quelle limitrofe, non ha più alcun senso. O forse dobbiamo leggere l'auspicio politico di Rossi relativo ai cosiddetti piccoli impianti come alternativi alla centrale consentita a Fornoli?». Poi una puntualizzazione sull’emissione delle sostanze nocive: «Rossi – scrive il Comitato – ha detto che gli impianti a biomasse non inquinano. Tanto per capirci: la centrale progettata a Gallicano da 1MWe, poi dichiarata illegittima, era autorizzata ad emettere 1,2 tonnellate di PM10 all’anno a cui si sarebbero aggiunte le polveri secondarie. Per non parlare di Alce. Rossi forse non sa, o non vuol sapere, che la combustione di legna, dopo quella del carbone, produce più polveri; che non esistono filtri in grado di fermare il particolato ultrafine, né tantomeno ci sono modi per impedire la formazione di polveri secondarie. Rossi dovrebbe essere inoltre a conoscenza che è ormai dimostrata la stretta correlazione tra l’incremento della concentrazione di particolato e l’aumento dell’insorgenza di ictus, scompensi cardiaci e tumori polmonari, e dovrebbe sapere anche che le recenti analisi eseguite dall’Arpat dimostrano quanto in Mediavalle l’aria sia già inquinata, con superamento del limite di legge proprio per il parametro polveri».

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