Il dolore
Tassa sui turisti, «controllate gli abusivi»
Le categorie al l’attacco: chiedono al Comune di mobilitarsi, certe che «se tutti pagassero, le entrate raddoppierebbero»
LUCCA. Un motivo ci sarà se gli incassi derivanti dalla tassa sui turisti rimangono entro cifre modeste mentre la città, specie d’estate, ha fatto il pieno di visitatori. Una supposizione le categorie la fanno, e non è la prima volta. Ora più che mai però, perché le entrate da tassa di soggiorno possono costituirne la riprova. Una parola sola: abusivismo. Strutture ricettive non dichiarate ma che si trovano facilmente sul web, anche nei portali. Le categorie sono chiare: occorre dare il via a controlli mirati per far emergere le attività del sottobosco.
I circa 190mila euro di gettito dal secondo trimestre di applicazione della tassa (giugno, luglio, agosto), nemmeno 30mila euro in più del primo non stupiscono Pietro Bonino, presidente di Federalberghi. Per un motivo preciso: «I posto letto ufficiali sono quelli - dice -. In alcuni mesi gli alberghi sono pieni ma applicano prezzi più bassi; in altri, con lo stesso numero di ospiti, praticano prezzi più bassi perché sono in bassa stagione; la tassa oscilla in base alle tariffe praticate. Il fatto è che i turisti non vanno solo nelle attività dichiarate, ma anche in quelle non denunciate. Sarebbe ora che qualcuno si mettesse a controllare: basta andare su un qualsiasi motore di ricerca e si trovano camere, affitti. Se anche queste attività pagassero la tassa di soggiorno le entrate raddoppierebbero. Vorrei più correttezza - sottolinea -, vorrei che tutti combattessimo ad armi pari, con stessi obblighi e stesse tasse, ma anche stessi diritti. Alla fine ti arrabbi perché ti senti depauperato te che paghi tutto ciò che c’è da pagare e ti adoperi per applicare la tassa di soggiorno e versarla al Comune». E conclude che «a questo punto, in sei mesi, il Comune ha incassato oltre 350mila euro di tassa sui turisti. È una tassa di scopo, ma nessuno ci ha interpellato per decidere insieme come utilizzarla». L’impressione di un abusivismo diffuso tra le attivività, di «un sommerso che non paga le tasse non solo quella di soggiorno» è propria anche di Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio.
E così Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti, seppure cauto a commentare flussi turistici, quelli estivi, i cui dati non sono stati ancora ufficializzati dalla Provincia, è dell’idea che sarebbe maturo il tempo di «analizzare in modo serio il fenomeno della ricettività non ufficiale». E continua che «sarebbe bene che il Comune tirasse fuori i dati delle presenze. Ci siamo preparati ad ascoltare cosa l’amministrazione ha da dire sui risultati della tassa di soggiorno e su come vuole utilizzarne i proventi. A giorni avremo gli esiti del questionario diffuso tra le attività nostre iscritte».
Andrea Martinelli, presidente degli albergatori di Confesercenti, sostiene che «dai nostri indicatori il dato del trimestre luglio-settembre è e migliore del precedente. Tra i due periodi c'è una differenza sostanziale sia nella permanenza media, più alta in estate, sia nella componente famiglie. Due elementi che incidono molto sulla tassa dato che i bambini sono esenti e che non si paga oltre il quarto giorno. Inoltre il livello medio della spesa è calato e dato che la tassa è proporzionata al prezzo, potrebbe incidere sulla corrispondenza tra gettito e stime su valori forse sovradimensionati. Non possiamo ignorare che tra le presenze effettive e il turismo percepito in crescita, esiste un’ampia fetta assorbita dall'abusivismo e dal sommerso che è esente anche da tassa di soggiorno. Questa è una priorità su cui lavorare, anche per i Comuni».
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