Sicurezza
I soldi per i master dell’Imt nel mirino degli studenti
Corteo per rivendicare il diritto allo studio ridotto dalla crisi che fa aumentare i costi di libri e trasporti. Polemiche per la gestione del caso Madonne Bianche
LUCCA. Stringono i pugni e premono le dita tra loro, una contro l'altra. Con il pollice che spinge sull'indice e l'indice sul medio e così via fino al mignolo. Come se tenessero qualcosa in mano e aspettassero il segnale per il grande lancio. Per il lancio collettivo, tra indignazione e rabbia. No, non si tratta di uova, né di pietre. Ma di monete. Tante piccole monetine da un centesimo che gli studenti lucchesi hanno fatto piovere sul portone di ingresso di Imt, la scuola di alti studi che ha sede in piazza San Francesco, colpevole, secondo i manifestanti, di «rubarsi i soldi che dovrebbero essere dati alle scuole pubbliche. Imt si definisce istituto pubblico, ma di pubblico non ha nulla, resta aperto per trenta studenti e allora visto che il comune gli dona 700mila euro l'anno, che si prenda anche i nostri soldi». Termina così il corteo studentesco di ieri mattina, con la denuncia di quello che non funziona nelle scuole lucchesi e la critica agli enti che finanziano l'istituto di alta formazione. Se la prendono con la Fondazione Crl (ma non fanno riferimenti ai 20milioni di euro erogati dalla Fcrl per l'edilizia scolastica pubblica a comuni e provincia, ndr) e con il comune, accusati di svendere il patrimonio e privatizzare importanti aree della città.
Ma partiamo dall'inizio. Riassume il suo nome nell'hashtag #28o, con la o a volte maiuscola, a volte minuscola, a volte a metà tra “ottobre” e “occupazione”. La grafia forse è incerta, anche se simbolicamente schierata, ma l'indicazione non lascia dubbi: 28 ottobre, manifestazione cittadina contro crisi e austerity, per il diritto allo studio, un reddito e un futuro a portata di tutti. L'appello è stato lanciato su internet, nelle assemblee dei giorni scorsi, fuori e dentro le scuole occupate (Vallisneri, Passaglia, Busdraghi e Civitali) e la risposta è arrivata puntuale. Quando in piazzale Verdi si sono ritrovati gli studenti delle scuole superiori della città e qualche universitario. Presenti anche i ragazzi del collettivo Torpedo, che hanno occupato e riqualificato l'area delle Madonne Bianche a Sant'Alessio e che in questi giorni stanno aspettando l'evolversi della situazione per decidere il da farsi.
“Il futuro siamo noi“. Gli studenti rivendicano ancora una volta i loro spazi. Chiedono attenzione alle istituzioni locali e attaccano le banche e l'austerità, vera causa, secondo loro, della crisi alla base dei problemi delle scuole: caro libri, caro trasporti, e mancanza di spazi per la socialità. In testa al corteo lo striscione “Vendichiamoci di crisi e austerità”, con la maschera di Guy Fawkes che traccia lo spirito di protesta dei manifestanti. La faccia sorniona utilizzata da Anonymous, diventata la firma semi-ufficiale dei volantini, degli art-work e degli striscioni delle mobilitazioni e presa, insieme al concetto di vendetta, dall'immaginario di V per vendetta (il film derivato dalla graphic novel di Alan Moore e David Lloyd), passa di mano in mano e ben presto finisce sui capelli di buona parte degli studenti, che decidono, su indicazione della Digos, di non indossarla per coprire il volto. «Non vogliamo creare tensioni – spiegano – vogliamo che tutto vada per il meglio e che il corteo segua un percorso specifico. Abbiamo ragione da vendere, non occorre fare forzature. Anche perché il rischio denunce incombe». L'austerità rimbalza da striscione a striscione, anche se resta un concetto poco tangibile nelle parole dei ragazzi. «A scuola non abbiamo neanche la carta igienica – racconta una studentessa del Classico – mancano perfino i gessi». «Un libro di testo – incalza un ragazzo del Vallisneri – costa anche 40 euro. E i trasporti costano: io vivo a Monte San Quirico e prendo la navetta per andare a scuola. La mattina i mezzi sono affollati di studenti, chiediamo servizi più efficienti e maggiore flessibilità sugli orari». La storia della manifestazione sta tutta qui. Tra via Vittorio Veneto e piazza Napoleone; piazza San Michele e Palazzo Santini, dove il gruppo Torpedo ha lanciato un sacchetto di foglie secche davanti all'ingresso del comune per denunciare la gestione politica della questione Madonne Bianche.
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