Il Tirreno

Lucca

Utile per tutti la nuova intesa tra i sindaci

di Marco Innocenti
Utile per tutti la nuova intesa tra i sindaci

Il senatore: «Ora potremo trovare davvero l’accordo globale sui progetti degli assi viari»

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LUCCA. Foriero di scontri e di rese dei conti all’interno del Pd e del centrosinistra il patto di ferro appen siglato tra i sindaci di Lucca, Alessandro Tambellini, e di Capannori, Giorgio Del Ghingaro? Per niente, anzi: l’intesa rafforza l’azione politico-amministrativa dei due più grandi Comuni della Piana che adesso potranno quanto prima condividere anche le irrimandabili scelte per la realizzazione degli assi viari, vera priorità per il territorio. È questo in sintesi il giudizio del sentore del Pd, Andrea Marcucci, il quale non pare preoccupato,nonostante il clamore, le reazioni e le interpretazioni da pèiù parti date alla novità nello scenario politico.

«Non mi interessano le dietrologie, guardo ai fatti – commenta –. Sono davvero convinto che il riavvicinamento tra Tambellini e Del Ghingaro sia utile a tutti.

«Mi preoccupava piuttosto il fatto che ci fossero divergenze sui tracciati della grande viabilità, ora potranno essere finalmente superate. Guardi, l’unica preoccupazione che ho non è certo per la politica e per le vicende interne del mio partito, ma per la situazione della Valle del Serchio, di nuovo flagellata dal maltempo di questi giorni».

Sbaglia allora chi vede nel patto tra i due sindaci l’intenzione di costituire un’area nuova che mira a modificare gli equilibri nel partito in vista dei congressi e - in un futuro tutto da definire - delle prossime elezioni politiche e amministrative per Comuni e Regione?

«La fase congressuale è per sua natura un momento di ampio confronto, di dibattito, di proposte e di idee. Mi pare che nei circoli ci sia entusiasmo e credo che sia assolutamente positivo il fatto che si possano valutare posizioni anche diverse.

«Mi preoccupava assai di più vedere due grandi amministrazioni comunali della Piana, governate dal centrosinistra, andare avanti divise su scelte fondamentali, come quella per la viabilità. Non posso quindi che rallegrarmi del fatto che la ritrovata intesa tra Tambellini e Del Ghingaro consenta ora di superare questo ostacolo. L’accordo permetterà di lavorare bene su un progetto davvero comune e condiviso».

Come giudica il fatto che Del Ghingaro sia venuto a prendere a Lucca la tessera del Pd che non otteneva o non voleva ricevere da Capannori?

«Non ho una conoscenza dettagliata dei contrasti che si sono verificati a Capannori. Ma trovavo davvero singolare che un sindaco del centrosinistra non riuscisse a rinnovare la tessera del partito. Il fatto che Del Ghingaro, tra l’altro residente nel Comune di Lucca, abbia alla fine deciso di rinnovare l’iscrizione nel capoluogo lo trovo comunque del tutto legittimo.

«E se serve per superare incomprensioni del passato è una scelta senz’altro utile e positiva».

Come valuta la possibilità che il patto tra i due sindaci miri a creare nel Pd un “asse della Piana” che si oppone a un altro “asse della Valle”?

«Francamente non vedo il problema. Per quanto mi riguarda mi ritengo un parlamentare che rappresenta l’intero territorio e affronta i problemi della nostra provincia: capoluogo, Piana, Valle e Versilia.

«E lavoro in stretta collaborazione con le amministrazioni comunali (a partire da Lucca) e la Provincia. E’ un impegno quotidiano che faccio con convinzione. Davvero non vedo contrapposizioni tra presunte linee di azione politico-amministrativa della Valle e linee della Piana».

Non ritiene che l’intesa Tambellini-Del Ghingaro miri anche a prefigurare nuovi equilibri in vista delle candidature per le prossime elezioni?

Come valuta il fatto che “la Piana” possa reclamare spazi anche per i suoi rappresentanti alla Regione e al Parlamento?

«Nonostante quello che da qualche parte si dice dei renziani, come me, io sostengo con grande convinzione il governo Letta e sono convinto che sia utile al Paese che vada avanti fino al 2015.

«Vedo quindi molto lontane le scadenze elettorali che potrebbero agitare il partito locale e i suoi esponenti di punta. In ogni caso ricordo che, grazie al cielo, nel Pd a decidere sono gli elettori e i simpatizzanti nelle primarie. C’è quindi spazio per tutti, poi la scelta spetterà a chi vota.

«Io per primo mi sono messo sempre in discussione, lasciando la parola al popolo delle primarie. Lavoriamo quindi in serenità, ciascuno nel proprio ruolo: ora è importante dare il massimo per risolvere i problemi della gente e del territorio che attende risposte da decenni».

Fantasie le ricostruzioni che vedono nell’atteggiamento di alcuni esponenti del centrosinistra che votano contro la maggioranza di Tambellini il tentativo di far cadere la giunta comunale per fare spazio, in caso di eventuali nuove elezioni, alla candidatura di Stefano Baccelli, attuale presidente della Provincia?

«Se un problema la maggioranza di Tambellini ce l’ha, è con gli ex alleati di centrosinistra che ha escluso dal nuovo esecutivo nel rimpasto dell’estate, non certo per l’atteggiamento dei consiglieri del Pd o di Lucca Civica. Innanzitutto credo che sia opportuno ricucire lo strappo, sia in chiave locale che di prospettive in campo nazionale. Per quanto riguarda me e la componente renziana, Tambellini può essere poi sicuro del sostegno e dell’appoggio, come sempre. Non siamo ancora a metà mandato, le cose da fare e gli impegni con gli elettori sono tanti e dobbiamo dare risposte concrete. L’apporto dei cosiddetti “renziani”, oltre che di tutto il centrosinistra, sono e saranno determinanti per la giunta Tambellini.

«Non ci sono davvero “mandanti” che operano per mettere in crisi la maggioranza del sindaco, che sosteniamo lealmente, al fine di favorire un ipotetico cambio della guardia tra lui e Baccelli. Vero è però che vogliamo sostenere l’amministrazione comunale sulla base delle cose che deve fare e fa».

Indichi almeno un paio di priorità.

«La prima è l’accordo sui progetti per gli assi viari. E ripeto, sono felice della ritrovata intesa tra Tambellini e Del Ghingaro, alla base della quale ci sarà senz’altro anche una nuova intesa per uscire dal contenzioso che stava di nuovo rallentando l’iter dell’opera.

«La seconda è l’azione per fare del Cinquecentenario delle Mura una vera e propria strategia di promozione destinata a durare nel tempo. Contando anche sul prezioso apporto della Fondazione Crl, davvero occorrono sinergie e cabina di regia per estendere gli interventi infrastrutturali, nel tempo, anche ai complessi vicini alle Mura, come il Real Collegio.

«Abbiamo una formidabile occasione e un brand eccezionale, le Mura, apprezzato nel mondo su cui dobbiamo far leva non tanto per puntare su manifestazioni effimere, ma su un sistema strategico che negli anni consenta recuperi e restauri di complessi e parti importanti della città, e funga al tempo stesso da grande e costante polo di attrazione. E sono davvero convinto che soltanto lavorando tutti insieme in maniera convinta potremo centrare l’obiettivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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