Il dolore
Tre mini appartamenti in arrivo per gli anziani
Vanno avanti i lavori della Fondazione Bosco Ceduo che ristruttura un grande immobile a Casabasciana. Servizi, assistenza e iniziative socializzanti
CASABASCIANA. Vanno avanti i lavori per la realizzazione a Casabasciana di una casa di accoglienza per anziani autosufficienti ad opera della Fondazione Bosco Ceduo (o Società di beneficenza), di cui è presidente Giuliano Istaldi.
Sono già stati effettuati da volontari i lavori di ristrutturazione dell'immobile ( ricostruito nel dopoguerra) nella piazza don Giovanni Ricci, dove al piano terra si trova già un ambulatorio a disposizione per i medici Asl, adiacente alla sede della società.
«Il progetto – spiega il segretario, Pilade Togneri – consiste nella costruzione di tre mini appartamenti da utilizzare per coppie di anziani autosufficienti. Potranno essere utilizzati anche per periodi transitori. E' prevista la realizzazione al livello della piazza principale (primo piano) di una stanza destinata alla socializzazione dove sarà possibile organizzare riunioni, incontri, giornate ricreative di qualsiasi genere fuorchè politico. A giorni saranno avviati i lavori di rifinitura completamente eseguiti da personale volontario, che ha già provveduto all'installazione di tutte le persiane, anche queste donate».
Dal 2012 la società dispone di una Fiat Panda offerta dal Lions Club Garfagnana, macchina che permette agli abitanti, con l'aiuto di personale volontario (sei tassisti che lavorano gratuitamente) di recarsi all'ospedale, alle visite mediche, al ritiro di analisi.
«Altro obiettivo al quale stiamo lavorando è il recupero del bosco, cercando di ingrandirlo, trasformandolo – aggiunge Togneri – da bosco ceduo in bosco di alto fusto, per valorizzare così il territorio anche con percorsi da trekking».
Tutto ebbe inizio il 7 febbraio 1787 quando nove nativi di Casabasciana, spinti da una forte carica umanitaria per il proprio paese e in possesso di una discreta disponibilità economica, decisero di acquistare alcuni boschi abbandonati e lasciati nell'incuria, di proprietà comunale, per poter poi utilizzare il ricavato per aiutare gli abitanti dell'intera frazione, venendo loro incontro nelle necessità più gravi. Dopo l'acquisto dei boschi i fondatori cercarono di costituire una società di beneficenza, non senza incontrare grandi difficoltà, dato che all'inizio la lodevole iniziativa invece di essere vista come una “unione” di persone motivate da identici scopi e disposte ad aiutare la popolazione di Casabasciana, fu vista come una possibile congrega, con riserbo e dubbio.Trascorsero così molti anni fino a quando la Fondazione venne regolarmente riconosciuta come Ente morale con Regio Decreto del 28 gennaio 1909 firmato dal re Vittorio Emanuele III con la controfirma di Giovanni Giolitti.
Il primo nome fu Società Beni Comunali di Casabasciana. In seguito fu trasformato in Società di ex beni comunali per poi divenire Società di Beneficenza detta Bosco Ceduo di Casabasciana costituita con atto pubblico datato del 7 Febbraio 1887. Erano ammessi solo soci per discendenza diretta e di sesso maschile. In caso di morte veniva nominato un parente stretto che doveva essere rigorosamente accettato dal consiglio. Proprio per questa rigidità, nacque la necessità di apporre un'ulteriore modifica ed oggi è prevista anche la partecipazione delle donne (al momento ne fa parte solo una ). Figura di particolare rilievo è stata Maria Iacopucci, segretaria per moltissimi anni, zia di uno degli attuali membri del consiglio, Dario Iacopucci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google