Sicurezza
Sos degli allevatori di trote «Servono fondi per ripartire»
GALLICANO. La Val Turrite in ginocchio, anche economicamente. Le attività commerciali della zona sono state letteralmente rovinate dalla bomba d’acqua caduta in Mediavalle e bassa Garfagnana. In...
GALLICANO. La Val Turrite in ginocchio, anche economicamente. Le attività commerciali della zona sono state letteralmente rovinate dalla bomba d’acqua caduta in Mediavalle e bassa Garfagnana. In particolare, il distretto ittico locale, formato da una decina di aziende sparse tra Vergemoli, Gallicano e Fabbriche di Vallico, è stato il più colpito. Gli allevatori di trote, tuttora impegnati a garantire un minimo di ritorno alla normalità, stimolati dal grande impegno messo dal sindaco di Vergemoli, Michele Giannini, hanno scritto al ministro dell’ambiente Andrea Orlando, affinché stanzi dei fondi ad hoc per la ricostruzione degli allevamenti.
«Abbiamo una produzione annua di 2500- 3000 quintali di trote. In questi anni di crisi stavamo tutti faticosamente portando avanti le nostre attività cercando di reinventare l’attività trasformando il prodotto, vendendolo sia fresco che lavorato,creando nuovi posti di lavoro e cercando nuovi mercati».
Investimenti che hanno fatto sì di dare occupazione a circa ottanta persone in un comprensorio ristretto, ma soprattutto consentito di esportare le pregiate trote in tutta Italia: «Le nostre trote sono arrivate anche a Bruxelles, e bisogna considerare che c’è un indotto di aziende agrituristiche che anche grazie alla trota della Garfagnana ha potuto incrementare la propria attività. Ora la piena ha spazzato via tutto il pesce e distrutto opere strutturali e attrezzature per almeno due milioni di euro ma la stima rimane ancora difficile. Abbiamo passato gli ultimi giorni a cercare di salvare qualcosa ma ci siamo solo resi conto che servono ingenti somme di denaro per ripristinare le opere distrutte, e una delle aziende ha già chiuso i battenti».
La situazione è disperata: «In questo momento ci sentiamo scoraggiati e se non ci sarà aiuto da parte delle istituzioni non avremo più la forza per andare avanti facendo scomparire un intero comparto, quello ittico, dalla Garfagnana con la conseguenza perdita di decine di posti di lavoro sia diretti che indiretti».
Non servono solo soldi, ma anche tecnici per la progettazione: «Ci sono voluti 15 minuti per distruggere tutto ma ci vorranno anni per ricostruire, se mai riusciremo a farlo, se saremo lasciati soli».
Intanto resta il disagio per l’acqua non ancora potabile a Barga, Coreglia, Fabbriche, Gallicano, Molazzana e Vergemoli.
Nicola Bellanova
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