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Lucca

Morì in ospedale, nessuna colpa

Morì in ospedale, nessuna colpa

Trentasette indagati tra medici, infermieri e tecnici: il giudice archivia

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LUCCA. Non c’è stata alcuna colpa, né dei medici né della strumentazione chirurgica, per la morte di Marcello Manfredi, deceduto a 77 anni nel marzo dell’anno scorso dopo un’operazione all’ospedale Versilia. Lo ha stabilito il gip che ha archiviato il procedimento a carico dei 37 indagati tra medici, infermieri e personale della Johnson & Johnson, l’azienda produttrice della suturatrice usata nell’intervento e finita in un primo momento nel mirino degli inquirenti. Tanto che il ministero della sanità decise il “richiamo globale volontario” delle suturatrici endoscopiche Linear Cutter Echelon 60 Endopath usate negli ospedali toscani. Il giudice, però, ha dichiarato l’estraneità sia dei medici, che della società Johnson & Johnson Medical e del suo management in riferimento al caso della morte di Manfredi, sulla base degli elementi acquisiti durante le indagini e in accoglimento della richiesta di archiviazione già avanzata dal sostituto procuratore Antonio Mariotti. Il giudice ha stabilito il dissequestro delle suturatrici finite in un primo momento sotto accusa. Si legge in una nota della Johnson& Johnson: «Come accertato dai consulenti tecnici nominati dal pm, non sono emersi elementi a suffragio dell’ipotesi che la deiscenza-perforazione viscerale si sia verificata per malfunzionamento di uno specifico dispositivo meccanico di sutura impiegato nel corso del primo intervento chirurgico di colectomia parziale». I consulenti tecnici - professori specialisti di chirurgia e di medicina legale dell'università di Pisa - hanno inoltre evidenziato «che gli esami dell’autopsia e le immagini radiologiche del pezzo anatomico colico confermano che la sutura meccanica effettuata nel primo intervento risulta formata da una sequenza ordinata di punti metallici ben chiusi.

«Alla luce dell'accertato corretto funzionamento del dispositivo - prosegue la nota della società - il gip ha anche disposto il dissequestro di tutte le suturatrici distribuite da Johnson & Johnson Medical». «Abbiamo sempre avuto fiducia nell'operato della magistratura e siamo soddisfatti dell'esito delle indagini», ha affermato Giorgio Milesi, presidente e ad di Johnson & Johnson Medical. «La sicurezza del paziente è un valore fondamentale per Johnson & Johnson Medical e il nostro compito è quello di realizzare prodotti di qualità che migliorino la vita dei pazienti in tutto il mondo. In tal senso, le suturatrici commercializzate da Johnson & Johnson Medical si sono dimostrate sicure ed efficaci in milioni di procedure chirurgiche» ha concluso Giorgio Milesi. (m.t.)

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