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Una giornata da incubo per i pendolari dei treni

Una giornata da incubo per i pendolari dei treni

CASTELNUOVO. Maltempo o meno, l’odissea della linea ferroviaria Lucca-Aulla va avanti giorno dopo giorno. Sembra una barzelletta, ma da non raccontare ai tanti pendolari che ogni giorno ne vedono di...

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CASTELNUOVO. Maltempo o meno, l’odissea della linea ferroviaria Lucca-Aulla va avanti giorno dopo giorno. Sembra una barzelletta, ma da non raccontare ai tanti pendolari che ogni giorno ne vedono di tutti i colori. Ieri, i treni più importanti per la vita dei tanti studenti e lavoratori che provano ad usufruire di questo servizio, ovvero quelli della prima fascia mattutina, hanno avuto ritardi tra i 20’ e i 30’ e il regionale 6955 che transita a Castelnuovo alle 7,09, direzione Lucca, è stato soppresso, mentre quello successivo è stato cancellato per la tratta Minucciano–Piazza al Serchio.

Sono solo episodi che vanno a sommarsi ad altri, a ritardi consueti che variano tra i 10’ e 20’, a treni che si presentano in stazione con un numero insufficiente di carrozze per caricare tutti i passeggeri (specie dopo la soppressione di un treno). Problematiche che vanno oltre alla giornata straordinaria quando una giustificazione vera come un’ondata eccezionale di maltempo può essere accolta e compresa da tutti. Dagli incontri che Trenitalia ha tenuto a Piazza al Serchio ormai 2 anni fa, dalle parole di allora di tanti politici, niente è cambiato. La risposta alla domanda “perché” rischia di essere disarmante. I mezzi sono vecchi, hanno almeno 30 anni, ed anche la rete non risponde in maniera efficiente. Un lento deterioramento che non è mai stato stoppato seriamente e che ogni giorno presenta il conto.

Un conto salato anche per la stessa Trenitalia che ogni mese deve emettere bonus su bonus per gli abbonati della tratta visto che la Pisa-Lucca-Aulla è l’unica linea delle 13 regionali che vede il superamento del limite praticamente ogni mese. Così, la Garfagnana, l’intera Valle, tra i tanti problemi del momento, dalla crisi economica a quella occupazionale sino alle emergenze naturali, subisce un altro duro colpo, un'altra pericolosa spinta verso l’abbandono di terre che non solo possono offrire molto, ma il cui mantenimento diventa fondamentale per l’equilibrio di tutta la provincia.

Luca Dini

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