Sicurezza
Arrivano i moduli per segnalare i danni subiti dai privati
Disponibili nei Comuni, sperando nello stato di calamità Intanto la nuova pioggia ha provocato altre frane
BARGA. L’emergenza non è finita. Ha smesso di piovere, è persino tornato il sole, ma il peggio non è ancora passato. Anzi. La terra continua a franare nel quadrilatero Gallicano- Molazzana-Barga-Vergemoli, e per circa 70 famiglie, il ritorno alla normalità è ben lungi dall’essere imminente. Intanto, arrivano i moduli per segnalare i danni dei privati, confidando nella possibilità di avere un indennizzo.
Per quanto riguarda la viabilità, poi, a Barga sembra di vivere un percorso di guerra, con strade interrotte e disagi per tutti. Anche ieri sono state evacuate altre tre famiglie a Loppia di Sopra, su un tratto ancora a rischio. La strada provinciale che collega il capoluogo a Fornaci è ancora fuori uso a tempo indefinito. L’assessore provinciale Diego Santi conta di ripristinarne la funzionalità per l’inizio della prossima settimana, ma preoccupa il fronte ancora aperto in prossimità dei tornanti in corrispondenza della Pieve di Loppia. Resta sempre chiusa la via che collega Mologno a Barga via Piangrande. L’arteria, strategica, ancora una volta risulta lesa dagli smottamenti che arrivano dalle alture circostanti, e che hanno creato la pericolosa frana caduta su località Meuccio. I tempi per la riapertura si prevedono lunghi. E quindi, ci saranno molti disagi per gli automobilisti e gli studenti delle scuole superiori diretti nel capoluogo.
La montagna è tornata ad essere collegata col mondo, tranne il paese di Le Trine dove la strada d’accesso è chiusa al traffico. Attualmente risultano evacuate poco più di sessanta persone: “Io uno scenario così qui a Barga non l’ho mai visto – ammette l’assessore comunale Pietro Onesti -, ma il paesaggio continua a modificarsi per effetto dei continui sommovimenti. Il peggio non è passato, perché ora siamo nella fase intermedia”.
Intanto, per le famiglie sfollate, si prevedono tempi lunghi per il rientro a casa. E fioccano le polemiche sui lavori compiuti lungo il tratto di viabilità che da va dall’Arsenale al Frascone. Sotto accusa l’incuria e l’abbandono dei cigli stradali, delle zanelle e scarpate presenti nella zona: “I lavori sono stati compiuti male e soprattutto in maniera approssimativa – affermano alcuni degli sfollati -, perché martedì è stata tagliata l’erba ma le cunette per il deflusso non sono state liberate, creando anzi un accumulo di materiali”. E pensare che da quelle parti sorge l’area individuata per la realizzazione dell’eventuale nuovo ospedale unico da realizzare a Mologno. Ad essere onesti, i terreni sono più all’interno e lontani dall’area interessata dalle frane e le inondazioni, ma i dubbi sulla viabilità circostante alla struttura sono emersi in tutto il loro fragore in queste difficili ore. E anche sulla rete la gente ha espresso malumori e timori.
Vergemoli. Campolemisi e San Pellegrinetto sono ancora fuori dal mondo. Per i ventitre nuclei familiari evacuati, si prospettano altri giorni di passione prima di far ritorno a casa. Il sindaco Michele Giannini è impegnato sui tanti cantieri disseminati nel piccolo comune montano, ma i danni sono incalcolabili. Nonostante il rientro dell’allerta meteo, restano critiche le condizioni dell’area circostante il torrente Turrite. Le attività commerciali della zona sono in ginocchio: due storici allevamenti di trote sono praticamente inutilizzati, e gli stessi prodotti ittici compromessi, e i titolari delle attività continuano a cercare di limitare i danni. Fermo anche il Parco del Levigliese, la più grande attrazione della zona: «Non abbiamo fatto ancora una stima dei danni – afferma Cristian Alpini – e c’è da rifare completamente la parte bassa del parco e ripristinare alcune strutture, oltre che sistemare tutta la sentieristica». Grossi problemi anche alla Grotta del Vento: «È ancora chiusa tutta la parte bassa della grotta – affermano dalla direzione -, perché l’impianto elettrico è danneggiato, e c’è ancora molto fango. Poi restano da fare dei lavori all’esterno. In questo momento due itinerari sono stati riaperti ai turisti, che continuano ad arrivare. Non è ancora possibile svolgere l’itinerario completo, ma stiamo lavorando sodo per ripartire nel weekend».
Molazzana. Tutto come prima: sei famiglie ancora isolate, e corsa contro il tempo per rendere fruibili tutte le strade secondarie. Il sindaco Rino Simonetti, ha passato la giornata di ieri in giro tra i cantieri e l’ufficio tecnico comunale, ed è già in grado di fare delle previsioni: aPurtroppo ci sarà ancora da attendere qualche giorno – afferma – perché le ostruzioni a Pizzorno e Vascherana e Alpe S. Antonio sono grosse e complesse. Penso che nelle prossime 48 ore i disagi per queste quindici persone finiranno».
Gallicano. La situazione è complessa, specialmente in loc. Capanne. Si sta lavorando in lungo e in largo per le stime dei danni, mentre son già partite le somme urgenze. Sono ancora 14 le famiglie evacuate, e i tempi di rientro non saranno imminenti. In Comune continuano a giungere segnalazioni, mentre gli smottamenti non si fermano.
I moduli. In attesa delle decisioni governative sull’approvazione dello stato di calamità naturale, presso tutti gli uffici comunali della zona, sarà possibile ritirare la documentazione sullo stato dei beni privati. I cittadini dovranno dettagliatamente segnalare i disagi e le opere effettuate, documentate da ricevute e fatture. Queste certificazioni saranno poi consegnate alla Regione, per quantificare eventuali somme disponibili per i rimborsi degli interventi. È una situazione comunque sospesa, visto che ancora manca una stima complessiva dei danni, e soprattutto atti concreti del Governo per far fronte all’emergenza alluvioni, leggi concreti stanziamenti di risorse da ripartire nei vari Comuni colpiti. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, i privati danneggiati dalle frane potrebbero in qualche modo trovare sollievo, anche se si prevedono tempi lunghi. Intanto, i Comuni stanno spendendo fior di quattrini per le somme ugenze. A Gallicano, una prima stima è stata fatta ieri pomeriggio a Palazzo Bertini dopo summit tra sindaco, tecnici e rappresentanti delle aziende: da lunedì mattina a ieri sera sono stati spesi 1.935.000 euro solo per liberare le strade e i fondi danneggiati.
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