La manifestazione
Pd, la gara è aperta fra renziani e ala di sinistra
I candidati sono (rispettivamente) Francesco Bambini e Francesca Pacini Sulle tensioni in maggioranza lei ammette: da riprendere il dialogo con Sel
LUCCA. Di esperienza politica abbondano entrambi i curricula. Impegnata fin da giovanissima lei, la dirigente biologo dell’Asl 2 Francesca Pacini (consigliera di circoscrizione prima, segretaria di partito poi): con la nascita del Pd ha sostenuto in prima persona la candidatura dell’attuale premier Enrico Letta (al quale la lega una vecchia amicizia) e poi quella di Pierluigi Bersani; è stata al fianco dell’attuale sindaco Alessandro Tambellini in campagna elettorale; è la segretaria comunale uscente del Pd, eletta all’unanimità a giugno.
Senza bisogno di presentazioni lui, l’attuale assessore provinciale Francesco Bambini, assegnatario di una quantità di deleghe importanti, braccio destro in sostanza del presidente della Provincia Stefano Baccelli, già segretario provinciale della Cgil, già tesoriere del Pd lucchese. Uno che, per sua ammissione, ama sempre cercare la mediazione.
Diversa la prospettiva di approccio politico e programmatico verso il partito in cui militano: renziano convinto lui, di sicuro non renziana lei, che apprezza Gianni Cuperlo come «grande intellettuale, ma manca dell’appeal giusto per fare il segretario» e così Pippo Civati «per la sua ricchezza incredibile di idee e valori ma politicamente ancora fragilino».
Lui uomo, che - per la segreteria territoriale - lascia che i giochi si compiano: se il nuovo segretario sarà Patrizio Andreuccetti o Daniela Grossi «comunque il partito sarà proiettato verso il rinnovamento», dice Bambini. Lei donna, che sulla candidatura territoriale è esplicita: «Ho firmato quella di Daniela Grossi, anche perché è donna. Con Patrizio ho lavorato serena e tranquilla e spero di lavorare ancora».
I congressi e il voto. Tra queste due personalità così diverse i Democratici lucchesi saranno chiamati a scegliere il nuovo segretario nel corso dei prossimi congressi, in tutto sette (il 25 ottobre in Oltreserchio, il 26 per le sezioni Centro storico e Lucca ovest, il 27 a Sant’Anna, il 30 a Ponte a Moriano e Sant’Alessio, il 31 a Lucca est). «Nei congressi già svolti - spiega il coordinatore della commissione territoriale per il congresso Giovanni Lencioni - si è vista molta partecipazione, un clima positivo, dibattito su temi locali e nazionali. Tutti possono partecipare ai congressi, a testimonianza del fatto che il Pd è un partito aperto. I congressi hanno portato anche nuovi iscritti. Al momento siamo a quota 2.032».
Gara, ma col fairplay. Francesca Pacini contro Francesco Bambini si presenta come uno scontro all’insegna del buon gioco e delle buone regole, come tiene a sottolineare sempre Lencioni introducendo i due candidati. Dato per scontato il fairplay che i candidati useranno, comunque di scontro si tratta, una gara fra due parti diverse di un unico partito, a livello locale come nazionale. E che a livello locale si porta dietro persone e correnti: i renziani per Bambini, partendo dallo stesso Baccelli; ex bersaniani o comunque di “area di sinistra” del Pd, come del resto Tambellini, per Francesca Pacini.
I motivi della candidatura. «La mia candidatura - spiega Francesca - nasce dalla mia esperienza di segretaria negli ultimi quattro mesi. Mi sono affezionata a questo ruolo, ho toccato con mano che nel Pd si può fare qualcosa di diverso: vorrei dare continuità a questo lavoro». E continua che «partito e amministrazione comunale lavoreranno in sinergia per costruire la Lucca del futuro ma sono due cose separate. Mi piacerebbe essere la persona che guida percorsi di cambiamento, avere la capacità di far sorgere novità e dare loro continuità. E mi piacerebbe - continua - declinare meglio il concetto di sinistra. Se esserlo significa rispettare le persone, redistribuire la ricchezza, rendere accessibile la formazione, allora lo sono». Pasionaria in politica, cattolica e credente convinta: «questo è il risultato della mia formazione e della mia crescita», chiude Francesca Pacini. Invece per Bambini la scelta di candidarsi «è maturata internamente. C’è bisogno di un impegno che metta al centro i contenuti: la sintesi va fatta partendo da questo». E sulla scorta della sua lunga esperienza ha pensato che «ora vorrei portare un contributo diretto per lo sviluppo di questo Comune, per lavorare a un progetto guardando al futuro». Il Pd gli ha suscitato «speranze ma anche arrabbiature: alla fine mi sono detto che sì, questo è l’unico partito che può riuscire a superare la crisi».
Frizioni in maggioranza. Il punto più attuale. La maggioranza che martedì in consiglio rischia di andare sotto votando l’ordine del giorno del capogruppo Pdl Marco Martinelli sull’organizzazione del dipartimento di urbanistica del Comune per Bambini è un dato trascurabile. «Una materia del genere - dice - è compito dell’esecutivo. Non darei rilevanza a questo episodio. Su materie del genere è legittimo che ci siano posizioni diverse fra consiglieri dello stesso partito». Francesca Pacini non pensa «che ci siano i margini per preoccuparsi. Ma vero è che c’è da riaprire un discorso con Sel e la Federazione della Sinistra. C’è la necessità di riaprire un dialogo programmatico. Cominceremo subito dopo i congressi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
