La protesta
Mura, la foto delle auto sulle cortine
In regalo un pezzo di storia della città. Fabbri ricorda: «Un blitz notturno per cambiare la viabilità»
LUCCA. La foto delle Mura che trovate oggi in regalo con Il Tirreno ha un fascino particolare. Non tanto e non solo perché può contare sull’atmosfera regalata dal bianco e nero. Ma perché racconta un passato neanche troppo remoto della Cerchia, quando le automobili potevano liberamente transitare sulle cortine e parcheggiarvi. Una realtà che chi è nato dopo la fine degli anni Settanta nemmeno ricorda. Ma basta dare un’occhiata alle tre fotografie dell’archivio di Vip che compongono la stampa per rendersi conto di cosa significava.
La battaglia per togliere le auto dalle Mura ha il suo apice nella prima metà degli anni Ottanta. E uno dei grandi fautori è Franco Fabbri. Che oggi ricorda come già altri avevano tentato, senza riuscirci: «Prima di me - dice Fabbri - ci aveva provato l’assessore Carlo Coronato, senza riuscirci a causa delle troppe pressioni che c’erano su questo punto». E lo stesso Fabbri, quando chiuse la salita che portava al Caffè delle Mura, fu costretto a mettere un atto una sorta di stratagemma: «D’accordo con gli uffici - ricostruisce - detti l’input perché installassero i vari divieti e cartelli che segnalavano i cambiamenti nelle viabilità nelle prime ore della mattina. Così anche le eventuali proteste sarebbero arrivate a cose già fatte».
La chiusura totale della Cerchia arrivò soltanto nella seconda metà degli anni Ottanta. Prima, infatti, si procedette a pezzi successivi. Ma nel frattempo - ricorda Franco Fabbri - si andava avanti anche con la chiusura di altre strade del centro. «La chiusura al traffico delle Mura faceva parte di un disegno per rendere più fruibile la città. Ricordo, ad esempio, che una delle prime strade a venire chiusa fu via San Paolino. E anche in quel caso, ovviamente, ci furono forti proteste. Così come ci furono quando togliemmo l’accesso a piazza San Frediano. Sarebbe interessante andare a chiedere ora a chi lavora e vive in quelle zone se sarebbero disposti a ritornare indietro e a vedere ancora le auto padroni di quelle strade». Fabbri ricorda che ci provò anche con piazza Napoleone, ma in quel caso non ebbe fortuna: la chiusura al traffico (e al parcheggio) sarebbe arrivata solamente nella seconda metà degli anni Novanta.
La chiusura al traffico delle Mura permise alla città di “riappropriarsi” del proprio parco urbano più importante, oltre a ridurre i danni dell’inquinamento e del “carico” dei veicoli a danno degli alberi e delle strutture della Cerchia. Oggi non è quasi rimasta traccia di quel passato e sicuramente non vi rimarrà dopo che sarà terminato il rifacimento del vecchio asfalto, sostituito con quello “natura”.
Ricordiamo che la raccolta delle foto della Mura offerta dal Tirreno (che oggi arriva a metà del suo cammino: 12 stampe su 24) è realizzata in collaborazione con Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Camera di commercio di Lucca, Gesam, Gioielleria Pedonesi e Ricevitoria Catelli.
Luca Cinotti
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