Proteste
Distretti chiusi, più servizi all’ospedale
San Vito e via Mordini saranno tagliati, in centro l’attività di prelievo verrà affidata a una associazione di volontariato
LUCCA. Ci sono due gruppi di lavoro all’Asl. Uno sta operando per l’apertura del nuovo ospedale a San Filippo; il secondo per la riorganizzazione dei servizi che resteranno nell’area del Campo di Marte. Se già si conosce come sarà strutturato il San Luca, come saranno distribuite e in quali spazi le molteplici attività, è un cantiere aperto invece l’assetto dell’attuale ospedale. E conseguentemente quello delle strutture territoriali, per le quali sembrano però profilarsi un paio di certezze: il distretto di San Vito e il presidio di via Mordini saranno chiusi.
Nel primo caso le attività saranno trasferite nel vicino Campo di Marte; in centro storico invece i prelievi di sangue con ogni probabilità saranno affidati al volontariato. C’è poi la terza struttura, il centro di viale Einaudi, che non è certo un bel biglietto da visita per l’Asl e il Comune. Da qui saranno trasferite al Campo di Marte alcune funzioni, come le vaccinazioni per i bambini e l’attività consultoriale. Ma torniamo all’attuale ospedale. E’ il dottor Luigi Rossi, direttore della zona distretto di Lucca, a coordinare l’equipe che sta studiando il destino del complesso.
Un piano a tre fasi. Una volta trasferiti i malati, il piano prevede tre fasi. Nella prima si prevede di spostare dal padiglione A la medicina dello sport, la riabilitazione cardiologica e alcuni uffici della medicina generale. Così, alla luce del trasferimento del pronto soccorso, tutta questa area potrà essere chiusa, con notevole risparmio per quanto riguarda utenze e servizi. Questa è una operazione che potrebbe concretizzarsi in una, due settimane.
Poi c’è la seconda fase, quella che prevede il compattamento dei servizi che restano al Campo di Marte e di quelli che vi saranno portati. Per esempio: una delle ipotesi è riservare l’intero terzo piano del padiglione B agli ambulatori, con la possibilità quindi di chiudere altri piani o sezioni inutilizzate.
La terza fase, quella più lontana nel tempo, prevede due opzioni: mantenimento dei servizi nell’attuale struttura, una volta adeguata; o realizzazione di un nuovo blocco nell’area dove ora si trovano mensa e magazzini.
Edifici rilevanti o strategici? Per arrivare a una scelta sarà importante anche il parere che deve arrivare dal Genio Civile: e capire cioè se gli attuali padiglioni sono solo rilevanti (e come tali più facilmente adeguabili alle future attività) o invece strategici, per cui dovrebbero rispondere a requisiti molto rigidi per l’antisismica. Con la necessità di interventi molto costosi per la messa a norma, al punto che potrebbe essere più economico e funzionale realizzare la nuova palazzina.
Le cure intermedie. L’Asl aveva ipotizzato la possibilità di aprire al Campo di Marte una sezione con alcuni posti letto per le cure intermedie. Ci sono però problemi per il reperimento del personale in attesa di capire realmente di quali organici ci sarà bisogno al San Luca, il progetto potrebbe essere sospeso e si concretizzerebbe con uno step iniziale di 10-14 posti letto nella prima metà del 2014. A regime i letti di cure intermedie dovrebbero essere da 26 a 30.
La riabilitazione. Si prevede di ricavare 12-14 letti nel padiglione C, ma ovviamente prima si devono liberare gli spazi e in ogni caso questa attività è legata alla riorganizzazione del presidio di San Leonardo in Treponzio destinato a diventare un’altra casa della salute, la seconda nel comune di Capannori dopo quella di Marlia.
La casa della salute. L’Asl ha contattato, attraverso i referenti delle Aft, le aggregazioni funzionali territoriali, i medici di base ed entro novembre dovrebbe conoscere il numero dei medici di famiglia (e dei pediatri) disposti a trasferire il loro ambulatorio primario o secondario al Campo di Marte. Si prevede possano essere da 10 a 15 e quindi in numero più che sufficiente per avviare una casa della salute aperta dalle 8 alle 20, nella quale opereranno anche infermieri, personale amministrativo e del sociale. Con l’eventuale intervento degli specialisti.
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