Il Tirreno

Lucca

Copie sottobanco, bufera e inchieste sull’archivio notarile

di Luca Cinotti

La denuncia in un filmato della trasmissione tv “Le Iene” La polizia acquisisce atti, indagine interna del ministero

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LUCCA. È un ufficio che molti lucchesi, probabilmente, non sanno nemmeno dove si trova. Ma dietro il grande portone dell’archivio notarile in via Burlamacchi è contenuta la “storia” degli atti notarili nella nostra provincia. E ora, proprio in quelle stanze, si è scatenata una bufera: la polizia e il ministero della giustizia (con un’inchiesta interna) stanno indagando sul caso portato alla luce dalla trasmissione di Italia Uno “Le iene” che ha mostrato un impiegato dell’ufficio che, dietro compenso, forniva copie di atti “sottobanco”.

La denuncia. Un video di meno di dieci minuti che sembra lasciare poco all’immaginazione. Tutto parte dalla denuncia di una professionista lucchese, che spiega come all’archivio notarile (l’ufficio che conserva le pratiche dei notai andati in pensione o trasferitisi) esisterebbe il vizietto di fornire copie non autenticate sottobanco e a prezzi ribassati. L’investigatore Renato Bianchi, collaboratore fisso delle “Iene” si finge allora un normale utente e, armato di telecamera nascosta, va a chiedere la copia di un atto. L’impiegato, il cui volto è oscurato, lo invita a seguirlo - di sua iniziativa - in una stanzina e lì avviene lo scambio: la proposta è di pagare 50 euro invece di 100 per un atto che però, mancando dell’autentica, non ha alcun valore legale. Tanto è vero che lo stesso impiegato chiede al cliente-detective che uso intenda farne. La trasmissione prosegue con altri casi simili e, addirittura, con un atto che viene consegnato in un bar del centro. Un incontro durante il quale l’impiegato, sempre filmato dalla telecamera nascosta, spiega di comportarsi così perché in difficoltà economiche. La “Iena” Andrea Agresti poi si dichiara e, dopo un rocambolesco inseguimento, strappa all’impiegato la promessa di non farlo più.

L’indagine. Ma le promesse, in un caso del genere non possono bastare. E allora ieri la polizia si è subito recata all’archivio notarile, identificando i dipendenti, parlando con il direttore Alessandro Cellerini (che, come dimostra il filmato, è totalmente estraneo ai fatti e che ieri, da noi contattato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni) e acquisendo alcuni atti. La polizia ha anche sentito Renato Bianchi, acquisendo il filmato. Ma anche altre persone, che per vari motivi frequentano l’archivio notarile sono state e saranno ascoltate. Nelle prossime ore, al massimo giorni, sarà inoltrata un’informativa in Procura: al momento le ipotesi di reato, pesantissime, sono concussione e abuso di ufficio.

L’inchiesta interna. I guai, per l’impiegato, non finiscono però qui. Il ministero della giustizia, infatti, una volta presa visione del filmato, ha immediatamente disposto l’apertura di un’inchiesta interna su quanto accaduto all’archivio notarile lucchese.

E - fanno sapere da via Arenula - anche la posizione del direttore sarà vagliata con attenzione, in particolare con riferimento alle funzioni di controllo che è tenuto a esercitare sui propri impiegati. Al momento, invece, non è prevista una sospensione immediata dell’impiegato: questa potrebbe arrivare, come “misura cautelare” dopo la prima, breve, istruttoria preliminare.

Infine, un’avvertenza per chi dovesse avere in mano copie di atti ottenuti in questa maniera: com’è ovvio, non hanno alcun valore legale mancando dei timbri di autenticazione. Sono, quindi, solo delle semplici copie in carta libera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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