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Lucca

Urbanistica, maggioranza in affanno

Urbanistica, maggioranza in affanno

Respinto per un solo voto l’odg di Martinelli (Forza Italia) contro l’accorpamento di tutte le competenze del settore

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LUCCA. Non è bastato alla giunta Tambellini scindere in due le competenze del settore urbanistica affidandole a due unità organizzative distinte (ma sempre guidate da un unico dirigente) per l’urbanistica in senso stretto da un lato e l’arredo urbano, i lavori pubblici e i cimiteri dall’altro. In consiglio il capogruppo di Forza Italia Marco Martinelli non ha ritirato il suo ordine del giorno nel quale contestava la scelta della dirigenza unica («non per sfiducia nei confronti dell’ing. Giannini, ma per una questione di funzionalità») nemmeno dopo la decisione della giunta che mirava a superare l’impasse. E al momento del voto c’è mancato poco che la maggioranza non andasse sotto. Bastava che i consiglieri di opposizione Pietro Fazzi (Liberi e Responsabili) e Antonino Azzarà (Udc) rimanessero e votassero l’odg di Martinelli perché la maggioranza (Pd e Lucca Civica) rischiassse di non reggere. Che nel centrosinistra ci sia aria di fronda dopo il rimpasto di questa estate è comunque apparso palese: con l’opposizione hanno votato anche il consigliere del Pd Lucio Pagliaro e quello dell’Idv Roberto Lenzi, mentre è apparso evidente il dissenso di altri due consiglieri di maggioranza, Celestino Marchini (Lucca Civica) e Valentina Mercanti (Pd) che sono platealmente usciti al momento del voto. Alla fine, l’odg di Martinelli è stato respinto per un solo voto (14 contro 13), anche per l’errore del neo consigliere Ruggero Buchignani (Pd) che ha fatto mettere poi a verbale di essersi sbagliato nel votare sì all’odg. Alla fine Martinelli non ha esitato a criticare il comportamento di Fazzi e Azzarà: «Quei due, che sono all’opposizione, vengono e dopo la fase delle raccomandazioni troppo spesso se ne vanno. Se fossero rimasti, oggi questa giunta scricchiolante non teneva».

Poco prima Martinelli aveva rispinto anche l’invito dell’assessore al personale, Francesco Raspini, che lo esortava a ritirare l’ordine del giorno, ritendendolo superato di fatto dalle nuove decisioni della giunta.

Ma il capogruppo di Forza Italia voleva che si arrivasse al voto perché fossero manifeste le difficoltà e i dissensi nella maggioranza. L’intera materia dell’urbansitica appare in effetti il tallone d’Achille della giunta Tambellini. Era stato del resto lo stesso sindaco ad ammettere, nella conferenza stampa in cui a luglio aveva presentato i nuovi assessori, che la scelta della nomina di Serena Mammini alla giuda dell’urbanistica era dovuta anche ai ritardi nelle scelte per avviare il nuovo piano strutturale e la revisione degli altri strumenti. Tambellini si era detto felice di potersi finalmente sgravare della pesante delega che aveva tenuto per sè ed aveva assicurato che, dopo un anno perso, l’amministrazione comunale avrebbe saputo recuperare. Ancora si attende però il calendario delle consultazioni promesso alla città per arrivare a scelte urbanistiche condivise e tarda anche la nomina del docente universitario Giancarlo Paba al coordinamento del piano strutturale. Intanto non cessano gli attacchi alla politica della giunta Tambellini in materia urbanistica da parte non solo di Martinelli (che chiede lumi anche sullo stato di attuazione del Piuss), ma anche del capogruppo di Governare Lucca, Piero Angelini, che continua a chiedere a gran voce l’istituzione di una commissione di inchiesta sugli sforamenti nelle Utoe, di cui ha portato valanghe di documenti all’attenzione della magistratura.

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