Sicurezza
Il palazzo dell’Inail verso la vendita
Potrebbe confluire nel fondo immobiliare che si occuperà di valorizzare e dismettere gli immobili pubblici
LUCCA. L’annosa vicenda del palazzo ex Inail in piazza Santa Maria Bianca potrebbe essere a una svolta. Si avvicina, infatti, la possibilità che il grande complesso (nato come palazzo Tommasi) entri a far parte del “super fondo” immobiliare che si dovrà occupare della vendita e della valorizzazione degli immobili pubblici.
La parola chiave è “Invimit”. Si tratta di una società di gestione del risparmio che il Ministero del Tesoro ha realizzato alcuni mesi fa. E che ora, con il piano di dismissioni immaginato dal Governo per ridurre il debito, uò diventare operativa. La Invimit, infatti, gestirà una serie di fondi immobiliari: grandi “scatole” nelle quali enti e società pubbliche faranno confluire il proprio patrimonio. Questo passo all’Inail dovrebbe toccare nel 2016: l’Istituto ha grandi complessi immobiliari in molte città - non ultimo palazzo Tommasi.
A questo punto le quote dei fondi potranno essere acquistate da investitori italiani ed esteri, offrendo risorse per la valorizzazione degli immobili. Valorizzazione che si traduce innanzitutto in una possibilità di vendita e, in subordine, di affitto.
Per il palazzo Tommasi, in caso di confluenza nel fondo, la prima ipotesi dovrebbe essere la più probabile. L’essere inserito in un fondo, infatti, potrebbe anche permettere di effettuare almeno i lavori minimi per riportarlo in “normale stato d’uso”: opere che sono cifrate in circa tre milioni di euro. Proprio questo è stato il muro sul quale si sono infranti, negli anni passati, tutti i tentativi di affittare il palazzo: non si è trovato nessuno disposto a rischiare una cifra a sei zeri per rimetterlo a nuovo, pur potendo contare su una “sconto” sul canone di locazione.
Discorso diverso se sul mercato (vendita o affitto) arriva un edificio almeno in discrete condizioni. In questo caso, infatti, l’affare diventa appetibile. Dal punto di vista urbanistico, infatti, palazzo Tommasi è compatibile con un albergo, manche con appartamenti, con in più la possibilità di ottenere spazi per negozi al piano terreno, intorno al giardino interno.
Il reperimento di risorse per un restauro, almeno parziale, avrebbe come effetto anche la messa in sicurezza di uno stabile che, negli ultimi anni, ha creato un bel po’ di problemi. Anche se, attualmente, la facciata e il lato adiacente alla scuola elementare e materna Pascoli è stato messo in sicurezza dopo gli interventi effettuati dell’Inail. Discorso diverso per l’interno dell’edificio, che rischia di degradarsi in maniera irreparabile se non verrà al più presto recuperato.
D’altra parte, oltre vent’anni di abbandono si sentono: lo stabile, infatti, venne abbandonato agli inizi degli anni Novanta dopo aver ospitato gli uffici della Cisl e del patronato Inas. Da allora una girandola di progetti, tutti rigorosamente non realizzati: da sede della “Libera università di Lucca” a direzione generale dell’Asl, fino a centro di ricerca del Sant’Anna di Pisa. Parole che si sono sommate a parole, senza che niente di concreto sia mai arrivato a prendere forma. E intanto, lo storico palazzo Tommasi cadeva, pezzetto dopo pezzetto.
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