Il dolore
Violenze su una ragazza di 15 anni
L’ex convivente della madre condannato a sette anni di reclusione
LUCCA. Lei era una ragazzina di 15 anni. Lui il compagno della mamma che di anni, all'epoca dei fatti, ne aveva 50 anni. La sgridava, ma soprattutto la faceva vivere in uno stato di prostrazione e di disagio materiale. E in almeno due occasioni avrebbe allungato le mani sul corpo dell'adolescente di origine straniera.
Un comportamento che davanti al primo collegio del tribunale di Pisa (presidente Murano, a latere Bencivinni e Giovannelli) è stato punito con una condanna a sette anni per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia.
Il pubblico ministero Flavia Alemi al termine della sua requisitoria aveva chiesto una condanna a 8 anni.
Il difensore, l'avvocato Liliana Vizza, aveva, invece, invocato l'assoluzione per il suo assistito.
La corte ha anche inflitto all'imputato (non pubblichiamo il nome per tutelare la parte offesa), 54enne di origine siciliana residente ad Altopascio, ma che all'epoca dei fatti viveva in una frazione di Castelfranco di Sotto, la pena accessoria dell'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici.
Dovrà anche risarcire la vittima delle sue attenzioni, la ragazzina ora maggiorenne, ma l'importo dovrà essere stabilito con un procedimento in sede civile.
I fatti risalgono a un periodo che va dal 2009 al 2010.
L'imputato aveva una relazione con una donna che aveva avuto una figlia da una precedente storia.
I tre vivevano insieme in condizioni al limite dell'indigenza.
È capitato, secondo quanto riferito dai testi in aula, che la ragazzina fosse stata costretta a studiare al lume di candela perché l'Enel aveva staccato la luce per morosità.
In questo clima, secondo la tesi dell'accusa condivisa dal tribunale, l'uomo avrebbe maltrattato la figlia della compagna aggravando le condizioni di un disagio familiare assai compromesso.
In due occasioni, poi, l'imputato avrebbe allungato le mani per palpeggiare nelle parti intime la ragazza.
Episodi che l'adolescente riferì alle assistenti sociali che avevano preso in cura la famiglia alle prese con pesanti difficoltà economiche.
La segnalazione arrivò alla Procura di Pisa che chiese e ottenne il rinvio a giudizio dell'uomo residente ad Altopascio.
Nel frattempo il 54enne ha rotto la relazione con la compagna che è tornata nel suo Paese di origine, mentre la giovane si sta rifacendo una vita in Toscana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google