Attenzione
Progetto e indagine di stabilità per risanare Santa Maria Bianca
I presupposti tecnici per il recupero della chiesa esistono, risalgono a circa cinque anni fa Lo conferma don Venturin, l’ex parroco di Forisportam, autore del piano con l’ingegner Paoli
LUCCA. I presupposti tecnici ci sarebbero per un recupero della chiesa di Santa Maria Forisportam. Da una parte l’indagine sulle fondazioni dell’edificio religioso, una sorta di “radiografia” condotta con strumenti di precisione con sonde a onde elettriche, dall’altra un progetto pluriennale di restauro che - all’epoca (parliamo di cinque, sei anni fa) - fu realizzato in collaborazione fra l’ingegnere Alessandro Paoli e don Alessandro Venturin, sacerdote dell’ordine dei Canonici, dal 2006 al 2009 parroco di Santa Maria Forisportam.
Da Andora Marina, nel Savonese, dove adesso guida la parrocchia locale, don Alessandro racconta il percorso fatto durante la permanenza a Lucca con lo scopo di riportare a nuova vita la chiesa di “Santa Maria Bianca”, che oggi soffre una situazione di degrado complessivo: dalle arcate puntellate da trentasei anni per via di scosse telluriche a crepe e cedimenti molto più recenti, risalenti al terremoto in Emilia del 2012 a quello in Garfagnana e Lunigiana del gennaio di quest’anno. E poi gli affreschi che stanno scomparendo, fino all’invasione dei piccioni (e del guano) in chiesa avvenuta a seguito della rottura dei vetri delle finestre al limite del tetto.
«Io e l’ingegner Paoli - ricostruisce don Venturin, attaccatissimo ai suoi parrocchiani lucchesi e ancor oggi ricambiato da frequenti loro telefonate e manifestazioni di affetto - approntammo un progetto complessivo per il recupero della chiesa. Lui aveva già seguito i lavori al transetto. Avevamo realizzato una serie di piccoli progetti ma collegati fra loro, nell’intenzione di riuscire a procedere per gradi al restauro: anche con piccoli finanziamenti via via nel tempo. I risultati dell’indagine alle fondamenta sono conservati nell’archivio della parrocchia».
Alcuni interventi del resto, già nel triennio di permanenza di don Venturin, furono eseguiti per la conservazione della chiesa, grazie al contributo delle fondazioni cittadine. In particolare «le fibre di carbonio che furono usate per la stabilità della cupola e di un arco lesionato, anche per la volta a crociera che era instabile», ripercorre ancora l’ex parroco di Santa Maria forisportam.
I centomila euro avuti dal ministero dei Beni culturali nel 2008 furono usati per l’indagine delle fondamenta. Dopodiché il percorso di risanamento si è interrotto, soprattutto perché sono venuti a mancare ulteriori fondi.
A breve partirà intanto la sostituzione delle vetrate per impedire l’accesso dei piccioni in chiesa (costo circa 60mila euro).
Don Venturin conserva ottimismo: «Sono sicuro che la diocesi sta pensando a restaurare la chiesa, so che è un suo desiderio da tanto tempo».
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