Il Tirreno

Lucca

l’analisi del prof.nardi, SEGRETARIO DELL’AUTORITà DI BACINO

L’allargamento a Ponte San Pietro fondamentale per la sicurezza

di Barbara Antoni
L’allargamento a Ponte San Pietro fondamentale per la sicurezza

LUCCA. Per completare la messa in sicurezza del fiume, due sono gli interventi prioritari: l’allargamento della sezione a Ponte San Pietro e il nodo di Ripafratta (la golena di Pontasserchio). Lo...

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LUCCA. Per completare la messa in sicurezza del fiume, due sono gli interventi prioritari: l’allargamento della sezione a Ponte San Pietro e il nodo di Ripafratta (la golena di Pontasserchio). Lo dice il professor Raffaello Nardi, geologo e autorità di bacino del Serchio, anche alla luce degli ultimi eventi. Le piogge cadute in abbondanza ieri, soprattutto nella notte, hanno messo a rischio a Lucca soprattutto la zona di ponte San Pietro, più volte in ginocchio in passato per le alluvioni.

«E poi per fare gli interventi occorrerebbero più soldi - continua il professor Nardi - e meno competenze assegnate a enti diversi. Finisce che si fa una gran confusione. Le procedure dovrebbero essere più semplificate».

Ultimatum alle attività lungofiume. Atri interventi da compiere per la messa in sicurezza del fiume spetteranno ai privati. Ci sono stabilimenti lungo il fiume - a Gallicano,Pian di Coreglia, Fornaci di Barga, Pian della Rocca, Socciglia, Diecimo, Chifenti, Piaggione, Ponte a Moriano -, ci sono anche un club ippico, un campo nomadi, una ex colonia e una discoteca, oltre a un impianto di lavorazione di inerti tra Monte Sant Quirico e Ponte a Moriano: tutti questi edifici costituiscono ostacoli notevoli alla sicurezza del fiume. Più volte in caso di piene sono finiti sott’acqua; il problema vero, come fu evidenziato anche l’indomani della piena di Natale 2009, è che non doveveno essere concesse le autorizzazioni per costruirli.L’idea adesso è di rimuovere tutti questi edifici. Ma i tempi non saranno brevi. «Abbiamo firmato un protocollo di intesa - rivela il professor Raffaello Nardi - il quale prevede che vengano trasferiti entro il 2018».

Trenta milioni già spesi. Dopo l’alluvione di Natale 2009 sono stati spesi oltre trenta milioni per la sicurezza del fiume. Opere di consolidamento e adeguamento geometrico delle arginature in destra idrografica :4,6 milioni. Opere di consolidamento, adeguamento e tenuta idraulica delle arginature sul Contesora, 3 milioni. Rinforzo dell'arginatura in sinistra idrografica del torrente Certosa, 100mila euro. Riprofilatura del profilo di fondo e risagomatura delle sezioni del rio Cerchia 150mila euro. Interventi urgenti sulle arginature del Serchio per il ripristino delle condizioni di sicurezza dopo il 2009: 1,5 milioni. Indagini geofisiche e geotecniche sugli argini del fiume nei tratti prioritari 325mila euro. Adeguamento e consolidamento delle opere idrauliche nei tratti prioritari individuati anche con indagini geofisiche e geotecniche: 5,5 milioni. Opere di consolidamento, adeguamento o e tenuta idraulica delle arginature a Vecchiano e San Giuliano Terme: 4,6 milioni. Ripristino dell'arginatura in destra idrografica a Migliarino Pisano, 400mila euro. Interventi urgenti sulle arginature per il ripristino della sicurezza dopo la rottura del 25 dicembre 2009 (provincia Pisa): 3,2 milioni. Indagini geofisiche e geotecniche sugli argini (provincia di Pisa): 325mila euro. Analisi tecnico-economica di fattibilità per l'adeguamento dei nodi infrastrutturali sull'asta del fiume e progettazione preliminare dell'adeguamento del nodo di Migliarino Pisano: 250mila euro; adeguamento e consolidamento delle opere idrauliche nei tratti prioritari individuati anche con indagini geofisiche e geotecniche (provincia Pisa) 5,5 milioni. Manutenzione e ripristino su vari tratti fluviali (provincia di Pistoia): 490mila euro.

Necessari altri 150. Tanti lavori sono stati matti ma tanti (di più) mancano per portare il fiume a una situazione di sicurezza. Intervento di riprofilatura delle sezioni del fiume dalla curva di Isola fino a Migliarino: 2,7 milioni; adeguamento dell'attraversamento ferroviario a. Migliarino: 6,1 milioni; definitivo di adeguamento geometrico alla portata di progetto duecentennale degli argini nei tratti in provincia di Pisa: 46,4 milioni. A adeguamento del nodo di Ripafratta: 4,2 milioni. Parziale adeguamento geometrico alla portata obiettivo degli argini nei tratti in provincia di Lucca : 3,8 milioni. Rinforzo strutturale degli argini in provincia di Lucca e di Pisa, necessari a seguito delle indagini geofisiche e geotecniche già finanziate:41,2 milioni. Adeguamento alla portata obiettivo del torrente Contesora nel tratto rigurgitato (potenziamento impianto idrovoro sul fosso L'Obarco, adeguamento sezioni idrauliche, adeguamento attraversamenti): 1,3 milioni; adeguamento alla portata di progetto duecentennale degli argini del rio Cerchia nel tratto rigurgitato: 3,1 milioni. Realizzazione di due casse di espansione a Diecimo e Piano di Coreglia: 25 milioni. Messa in sicurezza di tratti delle strade Ss12 dell'Abetone e del Brennero, Sp2 Lodovica e Ss445 della Garfagnana: 15,2 milioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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