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pioggia record

Dieci ore di apprensione poi la piena risparmia Lucca

LUCCA. Come un orologio che, crudele, scandisce le stagioni, anche questo autunno è arrivata la prima alluvione. Una notte e una prima parte di mattinata caratterizzate da pioggia violenta,...

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LUCCA. Come un orologio che, crudele, scandisce le stagioni, anche questo autunno è arrivata la prima alluvione. Una notte e una prima parte di mattinata caratterizzate da pioggia violenta, soprattutto nella Valle del Serchio. E - come sempre succede in questi casi, come tante (troppe) volte abbiamo visto - il fiume che si gonfia in Garfagnana porta con sé la paura della piena a Lucca. Alla fine l’ondata di piena, anzi l’«onda lunga», per usare le parole del presidente della Provincia Stefano Baccelli è passata da Monte San Quirico, Ponte S. Pietro e Santa Maria a Colle senza creare problemi particolari. Ma la giornata era iniziata in ben altra maniera. «Quando, poco dopo le quattro abbiamo aperto la sala operativa - racconta Baccelli - le previsioni che avevamo erano quelle di una piena superiore addirittura a quella del 2009». Un evento quindi potenzialmente molto pericoloso, anche se negli ultimi quattro anni gli argini del Serchio sono stati rinforzati su gran parte del percorso che fiancheggia Lucca.

Poi, col sorgere del sole, la situazione è andata leggermente migliorando, scongiurando così l’arrivo di una massa d’acqua “ingestibile”. Ma non è che alla fine, dati alla mano, si sia andati molto lontani dall’evento del Natale di quattro anni fa: «A Monte San Quirico - spiega infatti Baccelli - il livello raggiunto è stato solo di mezzo metro inferiore a quello del 2009».

Nel pomeriggio, poi, il livello del Serchio è sceso seppure di poco sotto la “guardia”. I danni, come raccontiamo nelle prime sei pagine della cronaca, si sono concentrati soprattutto nella Garfagnana e nella Mediavalle, segnalando ancora una volta la fragilità di un territorio che è sottoposto, in caso di precipitazioni violente, a una miriade di frane. Ieri la Provincia ne ha contate almeno venti, con alcune che hanno interrotto per ore la circolazione su arterie anche importanti (è il caso del Brennero da Ponte Pari a Chifenti). Critica anche la situazione per la linea ferroviaria, che fino al tardo pomeriggio non è stata utilizzabile nel tratto da Fornaci a Castelnuovo.

Disagi che si sommano ai danni veri e propri di chi ha avuto la casa allagata e che ora guarda con apprensione alle previsioni del tempo. Per oggi, infatti, il grosso della perturbazione dovrebbe spostarsi sulla zona sud della Regione; ma domani dovrebbero arrivare ancora piogge intense. L’emergenza, insomma, non è finita.

Luca Cinotti

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