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Abitazioni sott’acqua al Ponte del Diavolo

Abitazioni sott’acqua al Ponte del Diavolo

A Borgo a Mozzano esplode la rabbia: «In un anno non è stato fatto nulla di quanto promesso»

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BORGO A MOZZANO. Il maltempo non ha risparmiato Borgo a Mozzano. Ancora una volta l’acqua del fiume Serchio ha invaso i piani terra delle abitazioni al Ponte del Diavolo e le attività commerciali presenti. Un evento, come raccontano gli stessi proprietari, che purtroppo negli ultimi anni si verifica sempre più frequentemente. «Dall’alluvione del 1982 – racconta il signor Mario Bacci – i piani terra delle abitazioni sono stati allagati nuovamente nel 2000. Dal 2000 ad ora, ci sono invece state già quattro o cinque alluvioni».

Erano le 5.30 quando «l’acqua del fiume ha invaso la strada e poi le abitazioni. Il problema – continua il signor Bacci - qui è sempre lo stesso: l’acqua del fiume invade la strada statale del Brennero alcune decine di metri più avanti delle abitazioni, in una zona in cui a delimitare la strada dal fiume c’è il guardrail. Una volta invasa la strada, l’acqua scende a valle ed entra dentro le abitazioni dal momento che non può più rientrare nel fiume: nel tratto vicino alle case e al Ponte, si trova un muretto che delimita la strada dal fiume e questo muretto fa l’effetto di una diga, impedendo all’acqua di rientrare nel fiume».

Quella di ieri è stata una scena già vista meno di un anno fa: già l’11 novembre 2012 questa zona fu invasa dall’acqua, anche se in quell’occasione l’acqua caduta era molta di più. Nei giorni immediatamente successivi fu convocata una riunione alla Prefettura con i rappresentanti di Anas, Enel, Autorità di Bacino e il sindaco di Borgo a Mozzano ma da allora ad oggi nulla è stato fatto. Ed è proprio contro questi enti che si scaglia il sindaco Francesco Poggi: «Chiederò ancora una volta un incontro in Prefettura ma non è possibile che in un anno non sia stato fatto nulla. È una mancanza di rispetto soprattutto verso le famiglie che abitano in questa zona e che periodicamente si ritrovano l’acqua in casa. Qui ad intervenire deve essere l’Autorità di bacino che deve abbassare l’alveo del fiume. E l’Anas con la costruzione di un muretto più alto che delimiti la strada dal fiume, dove oggi c’è il guardrail. Infine, deve intervenire l’Enel che controlla la diga di Borgo e che deve essere pronta ad aprire le paratoie». Ieri, come denunciano gli abitanti, su tre paratoie ne era aperta una sola.

Luca Meconi

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