Il Tirreno

Lucca

Turismo, ora comincia il periodo nero

di Luca Cinotti
Turismo, ora comincia il periodo nero

Bonino (albergatori): «Da oggi, Comics esclusi, le prenotazioni vanno a picco». E c’è chi pensa alla cassa integrazione

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LUCCA. Una sorta di “data di non ritorno”. Di spartiacque, fra una stagione che - soprattutto nei mesi centrali dell’estate - ha vissuto di ottimi risultati e un futuro che si annuncia fosco. Gli albergatori guardano il calendario, e intorno a lunedì 21 ottobre hanno tracciato un ideale circoletto rosso: da oggi, infatti, le prenotazioni calano in maniera drastica. E l’inverno si preannuncia nero.

Un panorama che non si intuirebbe, almeno a vedere la città nella prima metà di ottobre: forse come mai in passato, per le vie, i palazzi e le chiese del centro storico erano tanti i turisti che si aggiravano, soprattutto in famiglia o in piccoli gruppi. «In effetti in questo mese di ottobre - spiega Pietro Bonini, presidente di categoria per la Confcommercio - abbiamo avuto una buona presenza di turisti, aiutati anche dalle condizioni del tempo. Da questo punto di vista possiamo dire che abbiamo recuperato quello che avevamo perso ad aprile».

E poi c’è un evento che costituisce lo “zoccolo duro”, in questo periodo, per gli hotel cittadini: «Come sempre il Miac ci porta molto lavoro. È un evento molto importante, in questo periodo dell’anno».

Ma il problema arriva dopo. Cioè, da oggi. «Ora inizia un periodo molto difficile - prosegue Bonino -, un periodo piutto sto nero per noi. Le prenotazioni, infatti, sono in picchiata. E lo segnalano anche i portali Internet con i quali parliamo ogni giorno».

C’è, ovviamente, l’eccezione dei Comics, ultima vera boccata di ossigeno per il turismo. Per i quattro giorni della festa di fumetti e giochi, gli alberghi sono già tutti esauriti da tempo, e non solo a Lucca. Ma è qualcosa che assomiglia a un fuoco di paglia. Perché un rapido giro proprio sui portali di prenotazione Internet menzionati da Bonino segnala che si passa, nel giro di una settimana, da un tasso di occupazione delle camere del 95% (praticamente nessuna stanza libera) a un misero 30%. E questo, nonostante i prezzi siano da bassa (anzi, in alcuni casi da bassissima) stagione.

Uno stato di cose che sembra destinato a durare fino a Pasqua, anche perché non ci sono eventi in calendario in grado di richiamare masse di turisti.

E, negli ambienti degli albergatori, questo potrebbe portare a scelte che per Lucca sarebbero piuttosto innovative. Non è escluso, infatti, che qualche struttura chieda di accedere ai benefici della cassa integrazione, per poter chiudere qualche mese garantendo nello stesso tempo il mantenimento del posto e uno stipendio, seppure ridotto, al proprio personale. Una scelta che porterebbe i nostri alberghi ad assomigliare sempre di più a quelli al di là del monte di Quiesa. A Viareggio e in tutta la Versilia, infatti, è già qualche anno che le chiusure invernali sono diventate la regola, portando al massimo la stagionalizzazione del lavoro. E non si tratta solo di hotel piccoli o medi, magari a conduzione familiare. Negli ultimi anni, infatti, sono rimasti chiusi per il periodo invernale anche alcuni hotel di lusso pluristellati che erano abituati a tenere i battenti aperti per dodici mesi. Perché la crisi non ha risparmiato niente e nessuno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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