La manifestazione
Ora è ufficiale: Bonini si candida per fare il bis
L’assemblea ha ratificato la scelta della segreteria E dagli altri partiti ancora nessun nome ufficiale
BARGA. Nessuna sorpresa. Anzi, forse una sorpresa è stata vedere la sala della sede del Pd in vicolo del Sole piena di gente come non si vedeva da tempo. Dunque, ufficialmente, Marco Bonini si ricandida a sindaco di Barga. L’assemblea degli iscritti, ha fatto seguito all’investitura arrivata nei mesi scorsi dalla segreteria comunale del partito di maggioranza relativa in consiglio. Non c’è stato bisogno di votazioni, perché i giochi erano già fatti, e la presenza del senatore Andrea Marcucci, presente anche ieri mattina all’incontro aperto con i cittadini, è stato il segnale di un imprimatur verso il suo “delfino”.
Il dibattito è stato incentrato sul bilancio dell’attività amministrativa di questi quattro anni e mezzo di gestione, e spunti offerti dalla gente sul programma da realizzare in vista delle prossime elezioni. Ora, Bonini, assieme al segretario comunale Vincenzo Cardone aprirà ufficialmente il confronto con le altre forze politiche in consiglio che si ispirano al centrosinistra. Ma l’obiettivo, dopo questo primo mandato, è di superare l’esperimento di “Uniti per Barga” e allargare il campo a nuovi contributi: «Ringrazio gli iscritti e non per la fiducia nei miei confronti – afferma il sindaco -, perché avere il voto unanime della base è fondamentale per fare una politica che sappia partire dal basso. Gli apprezzamenti per l’operato mio e della giunta sono un punto di partenza perché, io sono sempre autocritico, qualcosa poteva essere gestito meglio. E quindi, c’è lo stimolo per migliorarsi». Questione alleanze, scoglio o opportunità? Bonini è sibillino: «Partiremo con le campagne d’ascolto, ma rivolte sia ai partiti istituzionali, ma soprattutto all’associazionismo e la società civile. Voglio allargare l’orizzonte perché bisogna coinvolgere coloro che condivideranno un programma comune».
Quindi, di fatto, porte aperte per M5S ed eventuali delusi del centrodestra. Ad oggi, la giunta è composta da una maggioranza Pd ed un esponente di Rifondazione Comunista come Giorgio Salvatici. La riduzione dei posti in consiglio, che caleranno da 16 a 12 membri, logicamente comporterà scelte difficili. Se il Pd ha scelto, gli altri ancora non hanno deciso cosa fare. L’ex sindaco Umberto Sereni è tirato per la giacca da molti sostenitori barghigiani, ma per ora non si è espresso sulle strategie, e appare difficile che vada allo scontro diretto nel centrosinistra. Molto attivo invece il M5S, che a breve aprirà le porte ai cittadini anche sul “campo”, scendendo nelle piazze per organizzare il programma politico e le priorità per il territorio. Difficile che entrino nella lista Bonini, perché la gente non capirebbe. Nel centrodestra, lo stallo che dura da mesi sta per terminare. A breve, se non ci saranno decisioni, si potrebbe arrivare ad una spaccatura, come più volte minacciato dal consigliere d’opposizione Luca Mastronaldi de La Destra, che potrebbe correre da solo staccandosi da un Pdl che ancora non ha preso decisioni.
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