Attenzione
Condanna a 2 anni per i furti sulle auto
Ripulivano le macchine in sosta all’interno del parco fluviale Arrestati dalla polizia: uno è in carcere, l’altro ai domiciliari
LUCCA. La condanna arriva puntuale. Due anni di reclusione 400 euro di multa con rito abbreviato davanti al giudice Stefano Billet. L’accusa: con un mattone avevano sfondato il vetro laterale della Bmw di un turista olandese che aveva parcheggiato la berlina lungo il fiume. E avrebbero portato a termine il furto se un poliziotto libero dal servizio non si fosse trovato lì avesse fatti arrestare in flagranza di reato. Giuseppe Balestra, 44 anni, domiciliato in una casa popolare al Serpentone di S. Anna resta in carcere dov’è detenuto per altra causa. Resta invece ai domiciliari Giosuè Reinhard, 29 anni, anche lui nomade e anche lui abitante nella stessa zona. La condanna si riferisce al furto commesso il 6 agosto scorso grazie all’intuizione di un poliziotto della sezione reati contro il patrimonio libero dal servizio. Ma i due topi autori del furto su auto farebbero parte, stando alla polizia, di una gang specializzata nel ripulire le auto in sosta nel parco fluviale. Specie quelle dei turisti provenienti da mezza Europa per ammirare le bellezze del centro storico e della periferia e che, dopo quell’esperienza, difficilmente rimettevano piede nella nostra città. Secondo gli inquirenti i due nomadi - al momento condannati per il solo furto al turista olandese - non erano gli unici a compiere i furti. Un intero nucleo familiare composto anche da Roberto Levanovich, 20 anni e Giuseppina Balestra di 22 e da altri due nomadi denunciati a piede libero per polizia e procura aveva messo in piedi una squadra in grado di sfondare i lunotti termici delle vetture o di forzare gli sportelli delle auto per impossessarsi di macchine fotografiche, videocamere, cellulari, occhiali da sole, soldi e giacconi di marca lasciati incautamente dentro le vetture. Per smantellare la gang gli inquirenti si finsero turisti appassionati di birdwatching. Scarpe da ginnastica e macchina fotografica al collo immortalavano la flora e la fauna del parco. In realtà con i teleobiettivi seguivano le mosse della banda Balestra. Per la polizia almeno una trentina i colpi attribuiti. Per quei reati il sostituto procuratore Fabio Origlio - che ha chiesto e ottenuto le misure - a breve chiederà al giudice il rinvio a giudizio nei confronti della gang per i furti sulle auto in sosta.
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