Il Tirreno

Lucca

«Con la crisi aumentano i reati»

di Luca Tronchetti
«Con la crisi aumentano i reati»

Il sottosegretario Manzione favorevole ad indulto e amnistia se accompagnate da misure alternative

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LUCCA. Nei suoi occhi si legge ancora il dolore per quei migranti eritrei morti nello sbarco di Sampieri. Ventiquattro ore prima c’era lui nella cattedrale di Scicli a rappresentare il governo Letta in mezzo a quelle bare e alle lacrime dei parenti. E di fronte a quello strazio nella sua testa di fine giurista aleggia una qualche idea per cercare di risolvere il problema di popolazioni in fuga dalla fame e che trovano la morte sulle coste italiane. Una cooperazione tra gli stati europei, attraverso una cabina di regia, affinché il senso di solidarietà tocchi le coscienze di tutti i popoli dell’Unione. «La situazione è urgente, stiamo lavorando» dice ai cronisti che lo attendono alle 15 sotto palazzo Ducale. Cinque mesi dopo la sua nomina a sottosegretario degli Interni l’ex sostituto e poi procuratore Domenico Manzione torna nella sua Lucca. Sorride, stringe mani, risponde alle domande dei cronisti prima di entrare nella sala Tobino per parlare di crisi economica, usura e corruzione. Dal sovraffollamento delle carceri sino all’amnistia e all’indulto ricordando il suo impegno - lanciato proprio dalle colonne de Il Tirreno - affinché i pompieri abbiano la giusta copertura assicurativa dallo Stato.

Riforma complessiva. «Il problema delle carceri va risolto. È sbagliato dire no ad amnistia e indulto purché siano accompagnate da misure alternative al carcere per tutta una serie di reati. Estinguendo le pene possiamo rimettere in libertà i detenuti, ma tra sei mesi la situazione tornerà come prima e le carceri scoppieranno di nuovo. Dopo l’ultimo indulto nel 2006 da una popolazione carceraria di 46mila detenuti meno di un anno dopo erano già 67mila. La situazione a S. Giorgio? Non è un penitenziario di prima fascia e vi sono situazioni più gravi da risolvere. Capisco i sindacati di polizia perché i tagli consistenti e l’assenza di risorse crea difficoltà sempre maggiori. Siamo condizionati dalla situazione economica».

Usura e criminalità. «Il recente blitz ad Altopascio è un segno evidente che in Lucchesia la situazione è monitorata. La crisi economica favorisce la crescita di certi fenomeni anche a livello locale. Ma sono vigili gli anticorpi per combatterli».

Padre e figlio. Domenico Manzione e Giuseppe Quattrocchi, il figlio e il padre. Al convegno non poteva mancare il procuratore della Repubblica di Firenze che per oltre 15 anni è stato il capo dell’ufficio requirente a Lucca. Tra una settimana Quattrocchi lascerà la magistratura per raggiunti limiti d’età e il dibattito patrocinato dal consiglio dell’Ordine forense e dei dottori commercialisti è stata l’occasione per parlare assieme davanti a una variegata platea. Commossi e felici per quel lungo cammino insieme fatto di stima e grande affetto.

Crisi e corruzione. «La crisi economica modifica il fenomeno della corruzione. Non più valigette con i soldi, ma piuttosto un appalto da milioni pilotato. Per adeguarci all’Europa abbiamo distinto la corruzione dalla concussione per induzione, ma il confine è assai labile. La legge Severino? Incandidabilità, ineleggibilità e decadenza sono norme pre riforma e non ci sono problemi di retroattività». Tradotto: nessuna scappatoia giuridica per Berlusconi.

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