Sicurezza
Abc chiede un referendum sulle farmacie comunali
Il movimento di cui fanno parte gli ex assessori Ciacci e Quilici è contrario alla privatizzazione. Entro un mese il Comune deve dire se il quesito è accolto
CAPANNORI. Un referendum consultivo per dire no alla privatizzazione delle due farmacie comunali. Il movimento Alleanza per i Beni Comuni (Abc) di Capannori ieri mattina ha protocollato la richiesta per una consultazione popolare, firmata da 114 cittadini. Adesso, come previsto dall'articolo 46 dello Statuto, il Comune ha 30 giorni di tempo (entro il 16 novembre) per dare una risposta scritta e motivata all'ammissibilità del quesito.
È la prima volta nella storia di Capannori che si fa ricorso allo strumento del referendum.
Abc attacca l’amministrazione di piazza Moro.
«Vuole snaturare la funzione sociale delle farmacie comunali, prevedere la privatizzazione della gestione delle farmacie con un atto di forza della giunta e del consiglio comunale che ha di fatto diviso la maggioranza e visto l'appoggio dell'Udc e del Pdl sembra davvero ingiustificabile, tanto meno senza prevedere nemmeno un tempo congruo di discussione e confronto tra le forze politiche e con la cittadinanza».
Da qui la proposta di «rivendicare il ruolo positivo e propositivo che la cittadinanza è tenuta a svolgere, tanto più quando si parla di beni comuni e servizi pubblici come previsto dall’articolo 46 dello Statuto, esercitando il diritto al referendum comunale».
L'iniziativa è stata presentata da Giorgio De Luca e dagli ex assessori Alessio Ciacci e Leana Quilici.
«Chiamiamo tutta la cittadinanza a mobilitarsi per difendere l'importante ruolo pubblico delle farmacie comunali come presidi sanitari e garanzia nella calmierazione dei prezzi di una vasta fascia di farmacia, specie in questo periodo di crisi - spiega De Luca - un tema di grande rilevanza sociale ed economia per la collettività come è stato evidenziato anche dalla delibera della giunta. Cedere la gestione a terzi significa liberarsi di un servizio che evidentemente viene ritenuto un peso per questa amministrazione. Le due farmacie hanno avuto complessivamente una perdita di 7200 euro, quindi contenuta, ma un fatturato in aumento. Tutti i dipendenti, ad eccezione dei due direttori tecnici, è personale assunto a tempo determinato e il loro incarico durerà fino al 30 aprile del prossimo anno in concomitanza con le elezioni, quindi poco motivato con un futuro precario. Inoltre avvicinando studi medici alle farmacie gli utenti sarebbero in aumento».
«E grave che il provvedimento di privatizzare la gestione delle farmacie comunali sia stata presa alla scadenza del secondo mandato del sindaco - affermano Alessio Ciacci e Leana Quilici -: abbiamo raccolto 114 firme, ne bastavano cento, in solo due giorni».
La richiesta dovrà essere esaminata da tre persone: il difensore civico (che però a Capannori non è più in servizio), il segretario generale e un terzo nominato dalla conferenza dei dirigenti.
Il quesito proposto è “Vuoi che la gestione delle farmacie comunali di Capannori sia ceduta a privati, come previsto dal Comune di Capannori con la delibera del consiglio comunale approvata il 30 luglio 2013?”.
In caso di accoglimento il referendum si svolgerà in un'unica giornata, non in contemporanea con le elezioni. »Se la risposta sarà negativa la risposta siamo pronti ad impugnarla» attacca Abc.
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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