La manifestazione
La Fiom preoccupata per la Fosber
«Nel medio-lungo periodo le decisioni saranno prese all’altro capo del mondo»
LUCCA. «Preoccupazione e perplessità». Sono gli stati d’animo emersi durante l’assemblea che i lavoratori Fosber hanno tenuto dopo che i sindacati sono stati informati del passaggio della maggioranza delle quote alla cinese Dong Fang (operazione che sarà completata entro i prossimi sei mesi).
Massimo Braccini, della Fiom Cgil, ricorda che «la Fosber è uno dei punti di eccellenza del panoramo lucchese dell’industria di macchine per carta e riconosciamo alla compagine societari, formata da imprenditori locali, di averla portata a essere leader nel mondo con conseguente crescita occupazionale». Ma poi, venendo al problema del “passaggio generazionale”, che secondo l’azienda è stato determinante per decidere la cessione, la Fiom ritiene «che la Fosber aveva il dovere di mantenere la maggioranza delle azioni e non di venderle a un’azienda che risiede dall’altra parte del mondo, con sicuramente altre visioni e culture imprenditoriali rispetto a quelle che fino ad oggi ci hanno accompagnato con successo. Riteniamo che non si di per se negativo l’arrivo di capitali stranieri che investono nelle nostre aziende, ma Fosber, visto la sua condizione strategica ed economica di grande rilievo, aveva tutte le condizioni per acquisire anche la maggioranza dell’aziende cinese e andare a occupare un’ampia fascia ulteriore di mercato garantendone l’italianità e il centro strategico del gruppo a Monsagrati».
Braccini è fiducioso che nel breve periodo non vi saranno cambiamenti, anche visto il buon momento dell’azienda. La preoccupazione è però per il medio-lungo periodo, «visto che le decisioni fondamentali non saranno più prese a Monsagrati ma dall’altra parte del mondo». La Fiom conclude assicurando che seguirà attentamente gli sviluppi della vicenda, per garantire la continuità produttiva di tutte le macchine ad alto valore aggiunto.
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