Il Tirreno

Lucca

«Il cartario è all’uscita dal tunnel»

di Alessandro Petrini
«Il cartario è all’uscita dal tunnel»

Culicchi (Assocarta) al Miac prospetta cinque anni di ripresa per il settore a partire dal 2014

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LUCCA. Nei comunicati si parla di “moderato ottimismo”, ma quando all’inaugurazione del Miac Paolo Culicchi prende la parola, non usa di certo mezzi termini: «Voglio fare un raffronto tra l’inizio della crisi, il 31 dicembre 2007 e la fine della crisi, il 31 dicembre 2013». Per il numero uno di Assocarta siamo ormai arrivati alla fine di un tunnel durato 6 anni nei quali il settore cartario nazionale ha perso 1,65 tonnellate di produzione (16,5% della produzione complessiva) e circa 3mila posti di lavoro, ma ora, per i prossimi 5 anni si può guardare a un futuro almeno un po’ più sereno, nonostante la forte preoccupazione per i costi energetici, fattori su cui si basa la competitività del comparto cartario. In un momento di stallo per i mercati emergenti, sono il vecchio continente e i mercati già avanzati che tornano a fare la parte del leone e per l’Italia si apre una prospettiva di medio termine in cui potrebbe confermare la quarta posizione a livello europeo dopo Germania, Svezia e Finlandia. Tutto questo a condizione che il la diminuzione del costo energetico diventi un elemento caratterizzante per la politica industriale del Paese. Parla di buone prospettive anche il presidente della Camera di commercio Claudio Guerrieri, che vuole ringraziare una classe imprenditoriale che ha saputo rischiare e investire nel continuo miglioramento dei processi produttivi grazie a maestranze di grande professionalità. Che ci sia più ottimismo si vede anche a colpo d’occhio. Nella sua ventesima edizione infatti il Miac si è tirato a lucido, ha rinnovato la propria immagine e soprattutto si è presentato più affollato che mai, con arrivi dall’Asia, dall’est Europa e dal Sudamerica che si sono protratti per l’intero arco della giornata e i corridoi tra gli stand che erano pieni di operatori fin dalle 9 del mattino, molto prima che avvenisse il taglio ufficiale di una manifestazione che anche quest’anno ha fatto registrare il tutto esaurito, con 130 stand e 270 marchi presenti al proprio interno (65% italiani, 35% stranieri), con qualche aziende costretta a rimanere fuori per mancanza di spazio e oltre 3800 operatori del settore che in questi tre giorni arriveranno a Lucca per concludere affari e aggiornarsi su tutte le novità del momento. Ma la migliore testimonianza di questo dinamismo viene da Tiziano Pieretti, vicepresidente degli Industriali e consigliere d’amministrazione delle Industrie cartarie Pieretti: «Negli ultimi dieci anni le aziende lucchesi hanno fatto grandi cose per promuoversi nel mondo. Oltre al Miac è stato creato un secondo evento a marzo, il Miac business tissue, e a giugno si è tenuto l’open house “It’s tissue” che diventerà “It’s tissue world” grazie al quale porteremo tutta la tecnologia lucchese in giro per il mondo». Ma c’è anche un altro lato della medaglia, quello della competitività internazionale e delle infrastrutture a servizio delle aziende. «A noi basterebbe applicare gli standard europei – conclude –. A livello europeo esistono già delle norme che, se applicate in Italia, ci consentirebbero di tenere il passo sia i costi energetici, sia per lo smaltimento degli scarti di pulper.

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