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Patteggia 20 mesi colf che ruba monili al datore di lavoro

Patteggia 20 mesi colf che ruba monili al datore di lavoro

LUCCA. La telecamera piazzata vicino alla cassaforte smaschera la colf che nel giro di tre mesi aveva svuotato il forziere impossessandosi di una trentina di gioielli per un valore complessivo di...

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LUCCA. La telecamera piazzata vicino alla cassaforte smaschera la colf che nel giro di tre mesi aveva svuotato il forziere impossessandosi di una trentina di gioielli per un valore complessivo di 10mila euro. Ma quando i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria in servizio in procura con un mandato di perquisizione entrano nella sua abitazione in centro storico trovano soltanto una collanina da 70 euro. Il resto della refurtiva era stata piazzata al Monte dei Pegni e impossibile da recuperare dagli aventi diritto perché a causa di una legge entrata in vigore negli anni Sessanta e mai abrogata i beni ceduti al Monte di Pietà non sono sequestrabili dall’autorità giudiziaria e i legittimi proprietari per riscattare l’oro o i preziosi trafugati debbono semplicemente ricomprarseli. Come a dire dopo il danno pure la beffa. Per il furto di gioielli l’altra mattina il giudice Carlo Annarumma, previo consenso del pubblico ministero Piero Capizzoto, ha accolto il patteggiamento a 20 mesi di reclusione e 200 euro di multa alla collaboratrice domestica Serena Mariotti, 39 anni, residente in città. La donna ha usufruito dei benefici di legge.

I fatti. L’imputata prestava servizio in una famiglia di Antraccoli dalla seconda metà del 2012. All’inizio tutto bene. Poi da ottobre cominciano a sparire monili contenuti nella cassetta di sicurezza. Una trentina di pezzi tra catenine, anelli, orecchini e bracciali. Il padrone di casa, un pensionato di 62 anni, s’insospettisce quando non si trova più la chiave del forziere. A quel punto decide d’installare una telecamera nascosta nelle vicinanze della cassaforte e nel giro di qualche settimana scopre il colpevole: la colf assunta da pochi mesi. Della vicenda viene informata la procura attraverso un dettagliato esposto-denuncia corroborato dalle immagini della videocamera. Il magistrato delega le indagini alla sezione di pg dei carabinieri diretta dal maresciallo Dante Luci che ottenuto il decreto di perquisizione. Spunta fuori la catenina e la colf alla fine confessa. (l.t.)

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