Sicurezza
La Provincia venderà metà delle sue azioni Salt
LUCCA. La Provincia ha dato il via libera alla vendita di azioni della Salt, ma solo per il 50% del pacchetto che, teoricamente, avrebbe potuto mettere sul mercato. Complessivamente, l’obiettivo è di...
LUCCA. La Provincia ha dato il via libera alla vendita di azioni della Salt, ma solo per il 50% del pacchetto che, teoricamente, avrebbe potuto mettere sul mercato. Complessivamente, l’obiettivo è di incassare almeno sette milioni e mezzo. Ma, se ci saranno novità positive per i conti degli enti locali, non è detto che la vendita “rientri”.
La giunta provinciale che si è riunita ieri doveva decidere appunto quale pacchetto di azioni vendere: si andava da un minimo del 50% a un massimo del 100% della partecipazione di Palazzo Ducale nella società autostradale, anche se in ogni caso la Provincia aveva deciso di mantenere uno 0,2% per avere diritto di sedere nell’assemblea dei soci e nel consiglio di amministrazione.
Alla fine la scelta è caduta sull’ipotesi di minima. Una decisione che, spiega il presidente Stefano Baccelli, non è casuale: «Dietro questo atto c’è una procedura che va avanti dall’agosto 2012, quando ci fu un indirizzo di cessione di quote e che poi, ad aprile scorso, è stato concretizzato in una delibera di giunta. Ma già allora prevedevamo che, in presenza di novità che ci permettessero di rispettare i vincoli di bilancio senza vendita, la procedura sarebbe stata interrotta».
Alla fine questa interruzione (almeno per il momento) non si è verificata, ma comunque la giunta - continua Baccelli - «ha inserito una modifica migliorativa nell’ultimo atto, decidendo alla fine di vendere meno della metà delle quote in suo possesso».
Il presidente non è mai stato convinto della vendita. E non nasconde che, se qualcosa cambierà sul patto di stabilità, la vendita potrebbe essere ancora stoppata. Ma i vincoli di bilancio («quest’anno ci impongono di avere un saldo di cassa in attivo di 14 milioni») e la necessità di abbattere gli interessi sui mutui e di poter contare su una liquidità che aprisse spazi per pagare i fornitori aveva portato comunque alla decisione della vendita.
Che non è piaciuta ai capigruppo di opposizione, Gabriele Brunini e David Marcucci che hanno spiegato come nel bilancio mancherà una parte significativa alle entrate (i dividendi, che nel 2013 hanno toccato il milione). Anche se si prevede un'entrata straordinaria a giudizio delle minoranze, si sarebbe potuto procedere con soluzioni alternative come la cessione di immobili abbandonati ed infruttiferi per l'ente e cosa peggiore in stato di costante degrado. «La Provincia ha disatteso le reiterate richieste di incontro con i rappresentanti lucchesi nel cda di Salt che sarebbe stata un'occasione per verificare vantaggi e svantaggi di una decisione che impoverisce la Provincia».
Luca Cinotti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
