Gioco
Leggera crescita di produzione e fatturati in aumento anche l’export della carta
Leggera crescita di produzione e fatturati e aumento dell’export. Gli spunti per pensare che il settore della carta sia in ripresa sono ancora timidi ma ci sono. A questo punto ci sarà da capire se i...
Leggera crescita di produzione e fatturati e aumento dell’export. Gli spunti per pensare che il settore della carta sia in ripresa sono ancora timidi ma ci sono. A questo punto ci sarà da capire se i dati saranno in grado di consolidarsi e di iniziare un trend positivo. Del resto la strada per dirsi definitivamente fuori dalla crisi è ancora lunga e il vicepresidente Assocarta, Antonio Pasquini, traccia un quadro bene preciso della situazione: «Lucca ha una situazione che mostra segnali di recupero, nel resto dell’Italia va peggio». Quello della carta è un comparto importante che a livello nazionale dà lavoro a 19.900 addetti in 160 stabilimenti che appartengono a 126 imprese. E quando si comincia ad arrivare ai numeri i segnali sono tutti negativi: -5% per la produzione, -7% per il fatturato, -7,5% per l’import, -1,4% per l’export. E Pasquini non nasconde che il 2012 è stato un anno orribile per il settore cartario: «Le maggiori perdite si sono registrate nel settore grafico, con la chiusura dell’ultima cartiera, la Burgo in provincia di Mantova, chiusa nel marzo di quest’anno». Il 2013 invece è iniziato sotto auspici quantomeno migliori visto che i dati sull’export diffuso in mattinata dalla Camera di commercio parlano dell’industria cartaria come primo settore della provincia di Lucca con oltre 400 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno e un promettente +8,7%. Ma anche nello studio reso noto da Corte Campana si sottolinea che all’interno del comparto ci sono andamenti eterogenei con un forte dinamismo della parta da carta, carta e cartone (+22,8%) e un andamento stabile per gli articoli di carta e cartone. Ma soprattutto fanno ben sperare il +1% nella produzione e nei fatturati. Risultati tutto sommato modesti rispetto a quanto si è perso, ma che almeno fanno segnare un cambiamento di tendenza. (a.p.)
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