Attenzione
Giglio, bufera sulla scelta del direttore
Lenzi (Idv) contesta le modalità della selezione: «Statuto disatteso». Critico lo scenografo Sesti
LUCCA. Non si placa la polemica sulla scelta del nuovo direttore generale del Teatro del Giglio, Manrico Ferrucci.
Il consigliere comunale dell’Idv, Roberto Lenzi, ha presentato una interrogazione in cui chiede al sindaco «su quali basi l’indizione di una “selezione pubblica” per l’assunzione del nuovo direttore sia stata ritenuta compatibile con lo statuto del Teatro, che indica quali procedimenti utilizzabili per procedere a tale assunzione il “concorso pubblico” oppure la “assunzione per chiamata diretta”; su quali basi si è ritenuto legittimo un bando che prevedeva un colloquio senza indicarne l’oggetto; quali siano le qualifiche di ognuno dei cinque membri facenti parte della commissione giudicatrice che hanno giustificano la loro individuazione quali “docenti ed esperti del settore”», come richiesto dallo statuto.
Da parte sua lo scenografo Alessandro Sesti in una lettera scrive: «Ho ammirato il curriculum di Ferrucci al quale faccio davvero i complimenti per il prestigioso percorso che lo ha visto approdare ad un altrettanto prestigioso Teatro come quello di Lucca. Mi chiedo però come mai il presidente della commissione giudicatrice, l’avv.Toscano che è presidente della Fondazione Teatro di Pisa, non se lo sia voluto tenere ben stretto per sè a Pisa. Tralascio le modalità sgangherate del “concorso” talmente trasparente che si è capito tutto fin dall’inizio. Ma c’è qualcos’altro che mi arrovella. Il direttore Ferrucci sarà in prova per un tot di tempo. In prova di che? Ma soprattutto chi giudicherà la sua opera? Il Cda la cui composizione non è certo avvenuta sulla base delle competenze teatrali? Ci sono dubbi sulla effettiva consistenza del suo curriculum? Forse si vorrà verificare come si rapporterà con il personale, ma allora, alla fine, dovrà essere richiamato lo psicologo. Non si capisce poi perché, alla luce delle scelte di trasparenza del Cda e dell’amministrazione Tambellini, non si sia proceduto, a suo tempo, con un concorso pubblico per la scelta del direttore artistico, carica determinante per la connotazione culturale e artistica del Giglio alle cui scelte, in fondo, il direttore generale deve attenersi e cercare di realizzarle al meglio. Mi pare, a tal proposito, che il corposo curriculum di Ferrucci vada ben oltre quello che si richiede ad un direttore di teatro, come si volesse in qualche modo sopperire a lacune altrui, nel qual caso, il periodo di prova sarebbe ancor più necessario».
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