Finanza
«Severa, niente piano industriale ma strani utili»
VERGEMOLI. Il sindaco di Vergemoli, Michele Giannini, ha presentato una denuncia al collegio sindacale di Severa Spa (nella foto la sede) ai sensi dell’art. 2408 comma 1 del Codice Civile, poi...
VERGEMOLI. Il sindaco di Vergemoli, Michele Giannini, ha presentato una denuncia al collegio sindacale di Severa Spa (nella foto la sede) ai sensi dell’art. 2408 comma 1 del Codice Civile, poi trasmessa alla Procura della Repubblica di Lucca ed alla Corte dei Conti di Firenze.
Al centro della questione, l’impianto di Belvedere e la discarica di Selve Castellane di Molazzana. Giannini si interroga sugli strani utili dell’azienda dopo il piano industriale avviato qualche anno fa e sul possibile ampliamento della discarica. Vergemoli è, assieme a Giuncugnano, l’unico comune della Garfagnana ad essere uscito da Severa.
«Nonostante il piano industriale presentatoci anni fa come vitale non fosse stato avviato – dice il sindaco – la società stranamente risultava addirittura in utile con una palese contraddizione tra quanto prospettatoci e quanto poi palesato nel bilancio. Così mi sono documentato ed è emerso che i membri del Consiglio di amministrazione uscente hanno fatto intendere ripetutamente ai soci l’esistenza di un complesso percorso amministrativo condotto con costanza nei confronti della Provincia, nel quale gli amministratori si sarebbero attivati al fine di ottenere quelle autorizzazioni necessarie per poter garantire il recupero degli impianti, o, nel caso dell’inceneritore, la conversione in combustione in Biomasse. Ma questo non è mai successo. Severa, nel corso degli ultimi due anni ha inviato alla Provincia di Lucca una sola lettera, datata 30 gennaio 2012, in cui si chiedeva una modifica al piano interprovinciale dei rifiuti solidi urbani, inserendo la previsione di un aumento della discarica di Selve Castellane, per una capacità di 100mila metri cubi e con una nuova tipologia di rifiuti, non più le ceneri dell’inceneritore, per la quale la società dichiarava di non avere più interesse e che non avrebbe riattivato, ma bensì rifiuti solidi urbani».
L’ampliamento della discarica doveva portare alla sostituzione del la realizzazione dell’impianto di Socciglia a Borgo a Mozzano. La lettera però non ha avuto seguito né da parte provinciale né da parte Severa: «Non è certo casuale – spiega Giannini – tra l’altro dal 2011 la discarica non viene più ammortizzata per la felicità del bilancio di Severa anche se a mio parere dubito che il Parco delle Alpi Apuane potrà mai accettare che nel suo cuore si dia vita ad una nuova discarica. Tutto ciò ha determinato l’obbligo morale da parte mia di procedere alla denuncia al collegio sindacale di questi fatti anche in considerazione dei giudizi difformi che avevano dato rispetto ai loro predecessori e verso i quali si sta ragionando di un azione di responsabilità. Premesso tutto ciò sono felice che l’impianto rimanga chiuso e sicuramente farò il possibile per non vedere aumentata nessuna discarica in comuni limitrofi al mio».(l.d.)
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