Il Tirreno

Lucca

Il salario accessorio o parte la diffida

L’assemblea dei dipendenti del Comune di Capannori decide l’agitazione, impegno del sindaco

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CAPANNORI. Quattro giorni per consegnare la documentazione inviata dal Ministero delle finanze e spiegare così il mancato pagamento del salario accessorio. Se il termine non verrà rispettato, pronta la diffida per il pagamento con mora, come da regolamento comunale e nuovo stato di agitazione.

Questo il risultato dell’assemblea dei dipendenti del Comune di Capannori avvenuta ieri, nella sala riunioni del municipio, in piazza Aldo Moro. I rapporti tra Rsu e amministrazione sono stati contraddistinti da notevole tensione negli ultimi mesi, fino ad arrivare alla dichiarazione dello stato di agitazione in agosto, agitazione rientrata poche settimane dopo, a seguito di nuovi incontri e con il coinvolgimento della prefettura. Quella di ieri è stata un’assemblea molto partecipata (con un massimo di 160 presentii circa), che per la prima volta dall’inasprirsi dei toni tra sindacati e amministrazione ha visto il sindaco Giorgio Del Ghingaro partecipare.

«Ancora una volta abbiamo registrato una grande senso di responsabilità da parte dei lavoratori, che hanno affollato la sala – commenta Giovanna Lo Zopone, segretaria provinciale della Cgil Funzione Pubblica – In poche parole, i dipendenti vogliono sapere se il Comune pagherà il salario accessorio e quando e come mai, fino a questo momento, si sono trovati i soldi solo per un 30 per cento dei lavoratori, per altro attraverso indennità varie. Il fatto che il primo cittadino abbia preso parte, su nostro invito, al dibattito è un buon segnale che interpretiamo come la volontà di riappropriarsi del suo ruolo politico all’interno delle trattative sindacali.

«Non sono mancati scambi animati Del Ghingaro e i dipendenti – prosegue Lo Zopone – che hanno voluto così esprimere il loro risentimento per un problema che si trascina ormai da troppo tempo».

Il sindaco ha dato la sua disponibilità a una nuova fase di dialogo e a convocare un nuovo tavolo per riprendere le trattative interrotte, ma l’assemblea ha fissato dei paletti: entro lunedì deve essere messa a disposizione la documentazione più volte richiesta sul Mef, così da far chiarezza una volta per tutte sul perché i salari accessori, nella maggior parte dei casi, non siano ancora stati corrisposti.

«Abbiamo raccolto 120 firme e, attraverso queste, siamo pronti a far partire la diffida a pagare con mora nel caso in cui i documenti non arrivino – spiega Aldo Gottardo, delle Rsu comunali – Inoltre, dopo l’intervento del sindaco, l’assemblea ha comunque chiesto di votare lo stato di agitazione, approvato con larghissima maggioranza. Partirà nel caso in cui il pagamento con mora non avvenga, nonostante la diffida. Speriamo che quanto assicurato dal primo cittadino venga mantenuto, per evitare nuove tensioni».

Arianna Bottari

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