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Lucca

Dallo spaccio alle minacce a mano armata: ecco il profilo delle persone indagate

Oltre a Lombardo, il “capo”, ecco le altre persone coinvolte nell’inchiesta dei carabinieri. Antonio Scavelli, uomo di fiducia e tuttofare di Lombardo, che abitava in una casina in legno in un campo...

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Oltre a Lombardo, il “capo”, ecco le altre persone coinvolte nell’inchiesta dei carabinieri.

Antonio Scavelli, uomo di fiducia e tuttofare di Lombardo, che abitava in una casina in legno in un campo di Lombardo, con il compito di vigilare e informare "il capo" di ogni accadimento riguardante la zona di Altopascio, nonché indicato come spacciatore di droga.

Gianluca Cecere, napoletano, domiciliato ad Altopascio, anch'egli ritenuto spacciatore per conto dell'organizzazione che però, durante le indagini, si trasferisce a Ciro' Marina.

Salvatore Spataro, cognato di Lombardo, calabrese residente a Chiesina Uzzanese: accusato di avere il doppio ruolo di spacciatore e di corriere della droga dalla Calabria alla Toscana.

Salvatore Varsalona, palermitano residente ad Altopascio, già condannato in via definitiva per omicidio, ritenuto spacciatore di droga e violento "riscossore dei crediti" per conto dell'organizzazione, che non disprezzava di usare la minaccia a mano armata per spaventare e soggiogare gli acquirenti dello stupefacente inadempienti. È coinvolto nell'incendio di una fabbrica in S. Croce sull'Arno nel marzo del 2012, per il mancato pagamento di una partita di droga.

Alessio Mecca, pesciatino residente ad Altopascio, indicato come spacciatore, insieme a Varsalona. Di recente arrestato per il pestaggio di Marco Sanguin al bar H24 di Altopascio.

Fabio Nottoli, di Altopascio, accusato di aver scagliato una bottiglia incendiaria contro l'abitazione di un imprenditore edile di Altopascio nel giugno 2011, ma assolto per insuffienza di prove.

Giuseppe Violi, di Cittanova (Rc), carrozziere, referente calabrese di Spataro, colui che gli forniva lo stupefacente, quando questi si recava in Calabria, che nascondeva nell’auto.

Michele Napoli, residente a Melicuccà (Rc), altro corriere di fiducia.

Angelica Zottola, moglie di Giuseppe Lombardo, e Maria Lombardo, sorella di Giuseppe e moglie di Salvatore Spataro, entrambe consapevoli delle attività illecite dei mariti ed attive all'interno dell'organizzazione; la Zottola, ad esempio, aiuta il marito, su sua richiesta, "bonificando" la casina dove abitava Scavelli prima dell'arrivo dei Carabinieri, che lo avevano trovato in possesso di tre dosi di cocaina: di lei il marito dice che è una "donna di 'ndrangheta" e che ha anche viaggiato armata di pistola; maria Lombardo invece aveva fornito ai clienti lo stupefacente del marito, ritirando anche il denaro.

Francesco Benevento, crotonese residente ad Altopascio che, come altri, acquista cospicue quantità di droga, da rivendere poi tramite i suoi canali.

Antonio Barbuto, calabrese residente a Pescia, anch'egli spacciatore in vece di Spataro.

Luca Tomei, di Castelfranco di Sotto, indicato come spacciatore e che, inoltre, funge da intermediario tra Lombardo e dei nomadi per l'acquisto di 4 fucili rubati e di 50 cartucce, ritrovate e sequestrate dai carabinieri durante le indagini.

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