Attenzione
Alternativa: «Colpa della troppa fretta»
BAGNI DI LUCCA. Continua a far discutere il risultato del referendum consultivo indetto per la fusione di Borgo a Mozzano e Pescaglia. Ad essere in fermento soprattutto il municipio guidato da...
BAGNI DI LUCCA. Continua a far discutere il risultato del referendum consultivo indetto per la fusione di Borgo a Mozzano e Pescaglia. Ad essere in fermento soprattutto il municipio guidato da Francesco Poggi il cui consiglio comunale si era spaccato da mesi tra favorevoli e contrari. A esprimersi oggi, il gruppo “Alternativa per Borgo”, guidato da Roberta Motroni, che sin dalla famosa delibera con cui era stato avviato l’iter d’unione aveva manifestato grandi perplessità. Punti cardine del NO di Alternativa: le poche informazioni riguardanti lo “stato di salute” di Pescaglia, la mancanza di un percorso partecipato, l’assenza di un progetto e di un piano di fattibilità sostenuto da studi ed analisi che garantissero qualità e quantità dei servizi, la carenza di un’intesa con il Comune partner.
«Il risultato della consultazione si potrebbe ben commentare con un detto popolare – spiegano Motroni e Bianchi –: la gatta frettolosa fece gattini ciechi. Infatti se l’opportunità era unica e irripetibile perché è stata gestita con pressapochismo e superficialità?». Di dubbi, proseguono, «ce ne erano anche sui reali vantaggi della fusione che, in quanto a maggior rappresentatività territoriale, non avrebbe portato alcun cambiamento. Secondo il decreto Delrio infatti negli organismi di secondo grado saranno rappresentati solo i Comuni con più di 15 mila abitanti ed il municipio che si sarebbe costituito non li avrebbe raggiunti». Il progetto di Poggi, concludono Motroni e Bianchi, «è stato vago e ha prodotto un’affluenza alle urne da minimo storico. C'è da augurarsi che il fallimento evidente della strategia "muscolare", attuata ostinatamente da Poggi con mezzi ed energie notevoli, non infici la possibilità di un percorso ragionato e partecipato teso alla realizzazione di un maxi Comune della Valle».
Chiara Lammari
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