Il dolore
Un cartello per dire “no” all’Iva
Un negozio di via Santa Croce si rifiuta di applicare l’aumento: «Ci rimetto, ma è giusto così»
LUCCA. Una grande croce rossa a coprire la scritta “Iva 22%” e una sintetica, ma decisa spiegazione: “Per protesta contro l’ennesimo aumento dell’Iva e contro l’assoluta ignavia della classe politica, Bio Bio si rifiuta di applicare l’aumento fino alla fine dell’anno 2013”.
Non può che attirare l’attenzione dei passanti questo cartello che da martedì 1° ottobre spicca sulla porta d’entrata del nuovo esercizio Bio Bio di via Santa Croce, dove è possibile acquistare alimenti biologici, articoli per l’ igiene della casa, per la cosmesi e una selezione di prodotti locali. Una salda e ben chiara presa di posizione, quella che Rosa Mastrangelo, titolare dell’attività, ha voluto pubblicare e che già aveva annunciato precedentemente sulla pagina Facebook del negozio: «Sono così arrabbiata che devo farlo, anche se ci rimetto io!» scriveva sotto il post che riportava l’immagine del manifesto prima ancora di affiggerlo sul vetro del punto vendita.
Molti i consensi virtuali ricevuti, fra cui il commento demoralizzato di una collega «Ogni giorno io e mio marito tiriamo su la saracinesca e ci chiediamo a cosa serva: affitto, luce, tasse, tasse, tasse e ancora tasse e i soldi non bastano mai». Ma per qualcuno che si lascia forse prendere un po’ dallo sconforto, c’è qualche altro, come Rosa Mastrangelo, che decide invece di puntare i piedi evitando di aumentare i prezzi dei propri prodotti: «Sarò io stessa a pagare di tasca mia quell'1% in più. Non cambierà né la mia sorte né quella di chi acquista, ma se non cominciamo a fare qualcosa, in Italia non si risolverà mai niente».
Non solo una scelta per schierarsi dalla parte del cliente e per andare incontro alle famiglie già schiacciate dalla crisi, ma anche, insomma, un tentativo, seppur piccolo, di dire la propria. «La speranza è che si trasformi in un’azione di massa per far capire a chi dirige che le persone non ci stanno più. La mia è stata una scelta di pancia che spero sarà condivisa anche dagli altri commercianti come me. Intanto, ho saputo che alcune delle grandi catene come Ikea stanno facendo lo stesso. Non possiamo aspettarci niente dalla classe politica, purtroppo tocca a noi cittadini rimboccarsi le maniche». Alcune centinaia di euro, è la cifra, secondo Rosa Mastrangelo, a cui potrebbe corrispondere quell'1% in più, ma avendo iniziato l’attività soltanto nello scorso giugno, le risulta per il momento impossibile essere più precisa o avere termini di paragone. «Tutti mi dicono che ho avuto coraggio, ma, per chi come me fa parte di questa generazione in difficoltà, è necessario non perdersi d’animo. Ho quasi quarant'anni, una laurea e un dottorato di ricerca. Ho scelto di non fare come molti dei miei coetanei e di non lasciare questo paese. Ho voluto scommettere sull'Italia e intraprendere la strada dell’ottimismo nella speranza che qualcosa possa migliorare e che, sull’Iva, si faccia marcia indietro. Anche parlando con alcuni colleghi, dal 1° ottobre il calo degli acquisti si è fatto sentire, andando ad inserirsi in un contesto già particolarmente complicato per chi cerca di investire in un’impresa».
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