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consiglio comunale

E Tambellini difende la regolarità delle procedure

LUCCA. Nessun dietrofront. Su Giglio e Boccherini il sindaco rivendica e conferma le proprie scelte. E la linea seguita, sottolinea, è conforme alle regole. Finisce così, in consiglio comunale, la...

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LUCCA. Nessun dietrofront. Su Giglio e Boccherini il sindaco rivendica e conferma le proprie scelte. E la linea seguita, sottolinea, è conforme alle regole. Finisce così, in consiglio comunale, la bagarre sulle due istituzioni culturali cittadine, sollevata dall'opposizione dopo le vicissitudini che hanno impegnato la città per tutta l'estate e destinata a tenere banco ancora per un po' di tempo.

Il dito è puntato sulle nomine nel cda dell'Istituto di piazza del Suffragio e sulle modalità di selezione. Punteggi, titoli, curricula, esaminatori: tutto sembra poco convincente per Piero Angelini, capogruppo di Governare Lucca, e per gli altri otto consiglieri di minoranza che l'hanno seguito e appoggiato nella presentazione di un ordine del giorno (poi bocciato) in cui si chiedeva al sindaco di annullare il concorso in atto al Teatro del Giglio. «Un concorso che sembra cucito su misura per alcuni candidati – spiega Angelini – a discapito di tutti gli altri». Gli elementi sul piatto ce ne sono parecchi: in primo luogo il legame tra Boccherini e Giglio e tra questi due e la città: un rapporto, si dice, troppo profondo e determinante per essere lasciato in mano a pochi. Poi le persone coinvolte: figure di spicco e influenti, capaci, a quanto pare, di smuovere diversi mal di pancia e svariate critiche. Come l'avvocato Giuseppe Toscano, nominato, a sorpresa e senza una preventiva consultazione tra ministero e sindaco, nel consiglio di amministrazione dell'Istituto musicale, già presidente della Fondazione Teatro di Pisa e legale della Valore Spa in una causa di risarcimento danni per 40 milioni di euro intrapresa contro Palazzo Orsetti per la questione relativa al parco di S.Anna. E presidente, da fine luglio, della commissione incaricata di giudicare i candidati in lizza per il posto di direttore del "Giglio". Poca chiarezza che per Angelini prende anche il nome di presunta irregolarità. Secondo il consigliere, infatti, la stessa commissione esaminatrice non è stata composta, come previsto dallo statuto del Teatro, da esperti del settore. Dei cinque membri che ne fanno parte, infatti, tre, stando a quanto ritiene il capogruppo di Governare Lucca, non avrebbero le competenze specifiche: Sabina Pezzini (segretario generale del Comune), Marcello Bertocchini (direttore della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca) e Alberto Bemporad  (direttore dell’IMT).

«Pura illazione». È ferma la risposta del sindaco, che si appoggia alle norme per tracciare la guida del proprio operato. «Per quanto ne so la commissione è stata scelta dal cda del Giglio in base allo statuto. Per quanto riguarda il "Boccherini" le nuove norme non prevedono alcun intervento del sindaco, visto che la nomina è fatta dal ministero, su una terna proposta dal consiglio accademico dell'istituto stesso»,

Nadia Davini

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