Il Tirreno

Lucca

A giudizio per le botte alla moglie

Operaio di S. Cassiano accusato di maltrattamenti in famiglia, violenza e lesioni

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LUCCA. Accusa l’ex marito di averla picchiata, minacciata di morte e con una scusa fatta salire in macchina per costringerla poi a darle soldi per comprare la droga. Nei guai finisce un operaio di 35 anni della periferia cittadina rinviato a giudizio dal gup Dal Torrione con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza privata e lesioni. L’uomo nega l’addebito e sostiene che alla base della denuncia c’è un problema che riguarda l’affidamento del figlio minorenne. Tra l’altro all’epoca dei fatti - la vicenda risale al periodo che va dal marzo 2010 al maggio 2011 - la richiesta di custodia cautelare nei confronti dell’operaio venne respinta dal giudice delle indagini preliminari.

L’esposto. A denunciare una situazione non più sopportabile è l’ex moglie dell’operaio, una casalinga di 28 anni, originaria della Media Valle e residente nella periferia cittadina. Sostiene che dopo un periodo di convivenza improvvisamente il coniuge ha iniziato ad alzare le mani contro di lei. In una circostanza l’avrebbe colpita con pugni e schiaffi procurandole lesione giudicate guaribili in 17 giorni all’ospedale Campo di Marte. Il padre della giovane donna, venuto a conoscenza dei continui alterchi e soprattutto delle botte ricevute dalla figlia, avrebbe cercato di parlare con il genero. Ma per tutta risposta avrebbe ricevuto delle minacce. «Se mi denuncia l’ammazzo» le parole proferite all’uomo stando all’esposto-denuncia presentato in procura dalla giovane madre.

Richiesta di denaro. Secondo l’accusa in una circostanza quando l’operaio si era già allontanato da casa con una scusa avrebbe fatto salire in macchina l’ex moglie e l’avrebbe poi condotta nella zona di Migliarino intimandole di dargli del denaro per comprare droga. Spaventata e in lacrime le avrebbe dato i 40 euro che teneva in borsa, ma lui avrebbe deciso di condurla vicino a un istituto di credito affinchè facesse un bancomat e gli consegnasse 100 euro. Una volta prelevato il denaro la giovane madre racconta di essersi avvicinata all’alto aver gettato all’interno i soldi ed essere fuggita verso un bar vicino dove, protetta dal titolare dell’esercizio, chiamò la polizia e fece allontanare l’ex coniuge. (l.t.)

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