Sicurezza
Un riparo per Giulia in attesa di una casa sua
Un lettore del Tirreno si è offerto di ospitarla finché non troverà una nuova abitazione. La storia ha colpito l’opinione pubblica: boom di contatti web e su Fb
LUCCA. Se non avrà trovato una nuova casa prima che lo sfratto da quella dove vive attualmente, nella periferia della città, divenga esecutivo (il 28 novembre prossimo) un luogo dove stare temporaneamente Giulia Bernardini lo ha trovato. Nemmeno conosce chi glielo ha offerto. È un lettore del Tirreno che ha appreso la storia della giovane trans leggendola ieri nell’articolo sulle nostre cronache e sul sito internet. Indignato e addolorato da quanto Giulia ha raccontato, lui (il lettore preferisce che il suo nome non venga divulgato) non ha esitato: ha composto il numero telefonico della nostra redazione, si è presentato e ha offerto di ospitare Giulia per il tempo che vorrà, che le sarà necessario per trovare una nuova abitazione.
Un piccolo sollievo per Giulia, stremata da una situazione abitativa difficile ormai da anni (i rapporti col padrone di casa si sono incrinati per via di migliorie non apportate da lui alla casa, a seguito di infiltrazioni d’acqua e per via dell’impianto di riscaldamento che non funziona; lei si è rivolta a un avvocato che le ha consigliato di smettere di pagare l’affitto per protesta ed è partito lo sfratto) ma soprattutto dalle umiliazioni subite quando si è recata nelle agenzie per trovare una nuova casa in affitto. «Case a una come lei noi non ne affittiamo - si è sentita dire -. Di sicuro fa la prostituta e i vicini non vogliono vedere viavai di gente intorno». Nessuno, finora, ha voluto farle vedere nuove case. Nel frattempo, l’avvocato che l’assisteva ha dato forfait. E nessun legale al quale si è rivolta successivamente per cercare di salvare la causa relativa all’abitazione dove vive da anni ha voluto occuparsi del suo caso.
Discriminata senza mezzi termini, «vittima di omofobia», come si è definita Giulia, che trentatrè anni fa è nata ermafrodita. Lavora onestamente seppure in modo saltuario, riesce a mantenersi, ha i soldi per vivere e pagare l’affitto. Non fa la prostituta.
La sua storia ha toccato nel profondo l’opinione pubblica. Solo sulla pagina Facebook del Tirreno di Lucca, l’hanno letta in oltre quattrocento nel giro di pochissimo tempo. E tantissimi sono stati i commenti, tutti di condanna verso chi si comporta offendendo e usando discriminazione.
Ieri Giulia è riuscita finalmente, dopo tanto, a sorridere. Anche se i problemi non sono finiti. Anche se un luogo di riparo adesso può esserci.
Giulia è giovane, e vuole trovare una casa dove costruire la sua vita, in primo luogo prendere la partita Iva per fare la restauratrice, che è il mestiere che più le piace e che sa fare.
Intanto le sono giunti i buoni consigli di due associazioni di inquilini, di Sebastiana Giliberto (Siciet Cisl) e di Giancarlo Litti (Uniat). Quest’ultimo la riceverà quanto prima, per studiare insieme il suo caso e suggerirle i passi migliori da fare.
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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