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Poggi: «L’esito era scontato»

di Chiara Lammari
Poggi: «L’esito era scontato»

Il sindaco borghigiano denuncia: «Mi è stato impedito di parlare»

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BORGO A MOZZANO. «È andato tutto secondo le aspettative. Con le premesse che conosciamo, non era possibile immaginare uno scenario diverso».

Esordisce così il sindaco Francesco Poggi dopo la conta dei voti a Pescaglia e la notizia che ad essersi recato alle urne, nei 14 seggi istituiti a Borgo a Mozzano, è stato un numero di cittadini pari al 22,6 per cento di cui 851 favorevoli alla fusione, 607 contrari.

«Borgo doveva dimostrare di essere disponibile alla fusione e ci è riuscito – afferma il primo cittadino –. Il 60 per cento degli abitanti ha infatti detto chiaramente di sentirsi pronto ad intraprendere un nuovo percorso». Per quanto riguarda Pescaglia, prosegue Poggi, «il risultato era assolutamente scontato, l’atmosfera che si respirava era chiara, tutti erano contrari all’unione: maggioranza e opposizione senza nessuna distinzione. Non poteva succedere niente di differente rispetto a quello a cui abbiamo assistito. Da questo punto di vista non c’era partita alcuna».

Dato positivo però, secondo il sindaco, quel 25 per cento che anche a Pescaglia ha votato favorevolmente alla fusione dei due Comuni: «Tutti si dichiaravano contrari, gli incontri nei paesi erano rigorosamente schierati in quella direzione eppure un discreto numero di cittadini ha guardato oltre. È un dato importante, una buona base di partenza».

E poi il momento di togliersi, asserisce Poggi, qualche sassolino dalle scarpe: «Con mio grosso rammarico questo non è stato un referendum pienamente democratico e aperto – dichiara –. In alcune frazioni di Pescaglia mi è stato impedito di parlare. Ho riscontrato poca disponibilità al dialogo e al confronto. Mi hanno persino detto che Borgo avrebbe “mangiato” Pescaglia, che l’avremmo inglobata perché più esteso territorialmente; ma dove si sono mai visti due Comuni identici? Mi pare ovvio che ne esista sempre uno più grande e uno più piccolo. Sono deluso dall’amministrazione guidata da Lando Baldassari che a parer mio non si è dimostrata all’altezza della situazione e sono deluso anche dall’opposizione pescaglina che si è comportata in modo ottuso. Ci sono state troppe combinazioni tristi se non ridicole; da parte mia metto in discussione l’azione di un’intera classe dirigente».

E ora cosa accadrà, dopo questo risultato scaturito dalle urne? «Adesso la palla passerà alla Regione – afferma il sindaco –. Questo era un referendum consultivo, una sorta di sondaggio per testare il polso della popolazione e naturalmente ne verrà tenuto conto. Borgo comunque, ci tengo a ribadirlo, si è dimostrato pronto. Tutte le famiglie ne hanno discusso, c’è stato dibattito come mai prima. Spero che il mio Comune continui perciò a guardarsi intorno, magari dirigendo la propria attenzione verso nord. Pescaglia immagino invece che, anche a livello di Unione dei Comuni, coerentemente con la decisione di oggi, deciderà di rivolgersi alla Piana. Che ognuno segua la propria linea fino infondo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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