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Fusione, stravince il “No” Niente Comune unico
Complessivamente i contrari al nuovo ente raggiungono il 68% dei votanti Punta di sfavorevoli del 76% a Pescaglia. A Borgo si afferma il “Sì”, ma non basta
PESCAGLIA. Alla fine il risultato è quello che, nelle ultime settimane, pareva più prevedibile. Non occorrevano i bookmaker di sua Maestà britannica per capire che l’aria che tirava sul referendum per la fusione dei Comuni di Borgo a Mozzano e Pescaglia sarebbe finito con una vittoria del “No”. E così è stat: troppa la mobilitazione del fronte contrario a Pescaglia per aver ragione della “tiepida” adesione del Borgo.
I numeri della consultazione di domenica e lunedì non lasciano spazio ai dubbi. Sommando i dati delle due amministrazioni, i contrari alla fusione sono stati 2.561, i favorevoli 1.206: in percentuale, il 68 contro il 32%. Ma quello che più conta sono i dati scorporati per Comune. A Borgo a Mozzano infatti, dove hanno votato 1.474 elettori, il “Sì” ha vinto con il 58% (851 voti) contro il 42%. Ma a Pescaglia, dove sono andati a votare 1.449 persone (numero quasi identico a quello di Borgo, comune molto più popoloso) per il “No” è stato un plebiscito: il 76% contro il 24%.
Cosa succederà ora? Automatismi non ve ne sono, perché questo referendum ha valore solo consultivo. Ma tutto lascia pensare che la Regione non darà seguito alla proposta di un Comune unico con uno dei due “sposi” decisamente contrario. E non solo dal punto di vista del risultato referendario: la vittoria del “No”, infatti, è frutto diretto della mobilitazione che il sindaco Lando Baldassari, la parte di maggioranza a lui “fedele” e l’opposizione hanno condotto per evitare un’unione che appariva - dal loro punto di vista - un affare poco conveniente, una partita nella quale a Pescaglia-Davide rischiavano di rimere solo le briciole a favore di Borgo-Golia.
È una sconfitta, invece, per il sindaco di Borgo a Mozzano e per le sua maggioranza, che aveva sostenuto le ragioni del “Sì” portandole anche “in trasferta” negli incontri con i cittadini in tutto il territorio pescaglino. E sconfitta è anche quella fetta della maggioranza di Baldassari che è sempre stata favorevole alla fusione, arrivando così a uno scontro al calor bianco con il primo cittadino, culminato con le dimissioni di tre assessori e del vicesindaco.
Vicenda, quella Borgo-Pescaglia, che con alterne vicende va avanti ormai dallo scorso luglio. Da quando cioè, proprio sul filo di lana i due consigli comunali decidono di dare il via all’iter per diventare un unico ente. Salvo il ripensamento, dopo pochi giorni, dell’amministrazione pescaglina, che si concretizza con un ritiro della prima delibera e con la richiesta alla Regione di revocare l’indizione del referendum consultivo. Richiesta che, però, cade nel vuoto: da Firenze, infatti, si fa presente che sono già stati spesi dei soldi per organizzare il referendum e che quindi uno stop in corsa potrebbe essere passibile di bacchettate e sanzioni da parte della Corte dei Conti. Ieri a rimettere le cose a posto (almeno dal punto di vista dei contrari) ci hanno pensato i cittadini.
E, sul tabellone della fusione, la pedina è tornata alla casella di partenza. (l.c.)
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