Il Tirreno

Lucca

Tre presidi sul territorio e via Mordini non si tocca

di Fabrizio Tonelli
Tre presidi sul territorio e via Mordini non si tocca

Il sindaco Tambellini interviene sulla programmazione dei servizi sanitari «Confronto aperto con Asl e Regione, dobbiamo tutelare i più anziani»

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LUCCA. La programmazione dell’attività sanitaria sul territorio? Ne stiamo parlando. Lo dice il sindaco Alessandro Tambellini, che indica la sua priorità: l’apertura nei tempi previsti del nuovo ospedale San Luca a San Filippo.

Cosa accadrà però sul territorio a partire dal 1° febbraio (data indicata per l’entrata in funzione del monoblocco), quali saranno le cosiddette strutture intermedie e dove saranno ubicate?

«E’ aperta una discussione ampia – dice il sindaco – su quello che dovrà restare al Campo di Marte. OItre alla sede dell’Asl ci dovranno essere le attività sanitarie territoriali di secondo livello di cui abbiamo bisogno. Penso soprattutto alla riabilitazione, all’hospice, alla casa della salute, strutture che dovranno avere il coinvolgimento dei medici di base. Una visita dall’otorino, un controllo dall’oculista in genere si fanno una volta l’anno e possono essere effettuati all’ospedale; ma le analisi, altre attività primarie devono essere dislocate sul territorio, dove invece è ovviamente impossibile avere attività specialistiche».

Già, ma dove potrebbero essere aperte e in che tempi queste strutture intermedie?

«Credo che una possa essere fatta nel complesso di Maggiano – dice Tambellini – le altre in Valfreddana e nella zona sud, mentre la parte est è coperta dal Campo di Marte».

Avete avviato una discussione con l’Asl a questo livello e soprattutto vi siete fatti sentire con la Regione per ottenere finanziamenti ad hoc?

«Con l’Asl è aperto un confronto, ci stiamo dando da fare. Il sistema territoriale va messo a punto e finanziato, bisogna capire come reperire i fondi che servono».

Già, però dal 1° febbraio bisognerebbe comunque garantire il funzionamento delle strutture intermedie che però al momento non ci sono.

«Certo, devono funzionare soprattutto per gli anziani, il cui numero è in aumento. Devono essere fatte subito».

Dopo la chiusura del distretto di viale Giusti e il trasferimento delle attività al Campo di Marte, con l’apertura del nuovo ospedale l’Asl potrebbe decidere di chiudere il distretto di San Vito e il centro sanitario di via Mordini, nel centro storico.

«Il presidio di via Mordini non va toccato, è un punto di riferimento per la popolazione anziana che abita in centro. San Vito? E’ una questione aperta, ma ne parleremo più avanti».

Però i tempi stringono, all’apertura del San Luca mancano solo meno di quattro mesi.

«Ma con l’Asl stiamo affrontando questi temi, c’è un confronto. Si tratta di scelte nelle quali vogliamo coinvolgere tutti».

Lei ha sempre detto che il futuro del Campo di Marte, una volta liberato dalle funzioni sanitarie, sarà deciso nell’ambito del piano strutturale. Ma per questo strumento ci vorrà tempo, qualche anno. E intanto?

«Bisogna discutere sin da ora di cosa fare del Campo di Marte e sarà un tema che dovrà essere affrontato in consiglio comunale. Anche se è chiaro che nessuno ha la bacchetta magica e che bisogna fare i conti con le risorse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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