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S. Luca, la via intitolata al medico dei matti

S. Luca, la via intitolata al medico dei matti

Guglielmo Lippi Francesconi, direttore a Maggiano, fu trucidato dai nazisti per le sue idee moderne

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LUCCA. Si chiama via Guglielmo Lippi Francesconi la strada che porta al nuovo ospedale San Luca.

Il Comune ha deciso di intitolarla al medico psichiatra , direttore dell’ospedale di Maggiano, catturato dai nazifascisti alla Certosa di Farneta ed ammazzato con un colpo di pistola alla nuca nei pressi del vecchio carcere di Massa, al castello Malaspina.

La storia del medico è oggi ricostruita in bello uno studio a cura di Franco Anichini, Bianca Maria Scirè e Giuliano Olivi.

Guglielmo Lippi Francesconi ebbe una vita ricca di suggestioni e spunti: amò il carnevale viareggino, del quale realizzò il primo manifesto pubblicitario (anno 1925), poi intimamente conobbe il poeta Giovanni Pascoli, ebbe in dedica una ninna nanna da Giacomo Puccini, e fu compagno di Lorenzo Viani quand'egli ebbe bisogno di cure mediche per l'asma e una forte depressione.

Ma ciò che importa, e gli costò la vita, è la sua visione della psichiatria che lo portò a contrasto col Regime, e, di sicuro, gli causò la morte poiché i fascisti di Lucca avevano proprie idee "ideologiche" sui ricoveri in manicomio ed i nazisti, intendevano, più che segregare i cosidetti "matti", eliminarli del tutto. Al che Lippi Francesconi si oppose. Lui che da giovane era pur stato iscritto al Fascio di Lucca.

I fascisti di Lucca volevano farla pagare a Guglielmo Lippi Francesconi. Lui s'era rifiutato di obbedire a certi loschi individui inseriti nel personale dell'ospedale. E soprattutto non voleva obbedire alle leggi naziste, con Hitler che parlava di "morte di grazia". Cioè di sterminio per gli ammalati di mente. Così gli suggerirono di scappare e lui si rifugiò nella Certosa di Farneta assieme a due figli piccoli, poiché i tedeschi infierivano anche sui parenti. Un brutto giorno d'estate i soldati assaltarono la Certosa e portaron via monaci ed ospiti, sessanta. Li trasportarono a Nocchi, nel frantoio. Ve li tennero cinque giorni senza cibo né acqua. Poi ne fucilarono trentadue. Lippi Francesconi ed i figli sfuggirono questo primo eccidio. Ma furono trascinati a Massa e qui il destino del medico si compì. In pieno mattino lo prelevò un ufficiale dall'aria amichevole. Gli dette per scusa, nel tradurlo, che al battaglione servivano cure. Non se ne seppe più niente. Diciassette anni dopo il suo corpo fu ritrovato in un fosso sulle colline. L'avevano brutalmente ammazzato con un colpo di rivoltella.

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