Il Tirreno

Lucca

Tuffo nella storia della Repubblica di Lucca

di Paola Taddeucci
Tuffo nella storia della Repubblica di Lucca

All’Archivio di Stato quattro visite gratuite per scoprire mappe, bolle papali, lettere e disegni

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LUCCA. Mappe, relazioni, disegni, lettere, trattati, bolle papali. E perfino il campione del tessuto usato per le lenzuola dei soldati di guardia.

Sarà un'immersione totale nella storia delle Mura quella proposta oggi dall'Archivio di Stato con l'anteprima della mostra “Tenersi al vecchio più che si possa”, in programma a primavera.

Nell'assaggio odierno si potranno conoscere e ammirare – attraverso visite guidate gratuite in calendario alle 9,30, alle 12, alle 17 e alle 21,30 - undici preziosi documenti, alcuni dei quali finora mai esposti in pubblico, che si riferiscono agli anni della costruzione del monumento, tra il 1513 e il 1650, e a quelli successivi, fino alla metà del 1800.

«Una piccola, ma significativa selezione – spiega Elisabetta Piccioni, direttore dell'Archivio – per dar conto sia dei tanti aspetti che si collegano alle Mura, sia delle diverse tipologie dei documenti conservati nell'Archivio, depositario della quasi totalità della secolare documentazione relativa a quest'opera titanica divenuta l'emblema della città».

La mostra di primavera, già in fase di avanzata progettazione, sarà ovviamente più completa e ricca avendo l'ambizione – sottolinea il direttore – di fare il punto nel quinto centenario della cerchia muraria. «Ma questa preview – prosegue Piccioni – è dotata comunque di una sua autonomia che, al di là dello stimolo a visitare la grande esposizione tra qualche mese, si offre, di per sé, come un'occasione godibilissima per un tuffo nella storia della Repubblica lucchese».

Godibile, intanto, è l'allestimento.

Elegante e decisamente nuovo per un argomento – come la documentazione d'archivio – che solitamente viene associato a qualcosa di elitario, spesso noioso e poco interessante per i comuni mortali.

In questo caso, invece, grazie al progetto dell'architetto Velia Gini Bartoli e alla realizzazione della fotografa Beatrice Speranza, le mappe, i testi, i disegni e le lettere sono valorizzati da un insieme di dispositivi – totem, cartoline, poster – pieni di colore e di luminosità. Che riescono a tirare fuori il meglio degli antichi documenti, trasformandoli – senza alcun taglio o manomissione - in una lettura accattivante e facilmente comprensibile anche a un pubblico più ampio.

Come, per esempio, la delibera del 1730 che regolava la scelta del tessuto per le lenzuola dei soldati di guardia alle Mura. Nella pagina del libro dell'Offizio sopra la buona guardia che raccoglie tale delibera, c'è anche un campione del tessuto. E dallo scritto apprendiamo che i soldati si dovevano addirittura pagare le lenzuola.

In una mappa della prima metà del XVIII secolo, invece, c'è la descrizione minuziosa delle zone a nord e nord ovest delle Mura: interessantissimi il reticolo viario e la riproduzione delle singole corti e degli insediamenti, comprese le chiuse, le osterie, le chiese in questa grande area delimitata dal Serchio e dall'Ozzeri. Nel documento pontificio del 10 settembre 1553, poi, Giulio III ha parole dure contro i governanti lucchesi per l'abbattimento del convento di San Ponziano a causa dei lavori delle nuove Mura. Il papa minaccia provvedimenti e censure.

Tutto il materiale in esposizione verrà illustrato, nel corso delle visite guidate odierne, dai funzionari che curano la mostra: Laurina Busti, Roberta Martinelli e Sergio Nelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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