Sicurezza
Rx senza il medico, un caso nazionale
Per la procura la procedura è irregolare, i sindacati chiedono al governo di dar seguito all’intesa sulle nuove disposizioni
LUCCA. Sono in arrivo i dodici avvisi di conclusione delle indagini nei confronti dell’ex direttore sanitario dell’Asl e dei tecnici radiologici in servizio al distretto di Barga accusati dalla procura della Repubblica di esercizio abusivo della professione. Un’indagine fotocopia di quella che ha portato sotto processo l’ex direttore sanitario e due tecnici radiologici in servizio al centro socio sanitario di Marlia. Per gli inquirenti i tecnici sanitari avrebbero violato la legge rischiando di danneggiare i pazienti. Una forzatura, stando all’accusa, attuata allo scopo di risparmiare sui costi. Per la procura il comportamento corretto dei radiologi doveva essere il rifiuto, a far data dal settembre 2010, di effettuare esami in assenza del medico specialista.
Da qualche mese la questione è al centro dell’attenzione da parte del collegio nazionale tecnici sanitari di radiologia. Che non a caso ha fissato per giovedì 10 una riunione straordinaria a Lucca, al cinema Astra. Subito dopo il rinvio a giudizio, Alessandro Beux, presidente della federazione nazionale dei tecnici, sottolineò che il cuore della vicenda era l’assenza fisica di un medico radiologo all’interno della casa della salute.
E scrisse: «Delle due l’una: o ci rimangiamo tutto ciò che è stato pensato, detto e scritto sulla necessità di territorializzare e domiciliarizzare le cure o si accetta che sul territorio e a domicilio le professioni sanitarie (infermieri, tecnici di radiologia, fisioterapisti, logopedisti) operino in contesti organizzativi e con modalità diverse rispetto a quelle consolidatesi in ospedale, senza che ciò generi detrimento alla qualità complessiva delle cure».
Migliaia ovviamente i tecnici di radiologia che operano nelle stesse condizioni di coloro che sono stati rinviati a giudizio, sottolineano i sindacati che poco tempo fa hanno nuovamente interessato il ministro della salute. Infatti dopo il caso Marlia era stato definito un documento sull’implementazione delle competenze per i tecnici di radiologia medica, come già definito per gli infermieri. Cgil, Cisl e Uil sono tornati a interessare il ministro Beatrice Lorenzin in modo che i fatti di Marlia e Barga «siano ricondotti nell’ambito organizzativo che compete superando qualsiasi inconveniente giudiziario per i colleghi, ma soprattutto per evitare le pesante ricadute sul sistema sanitario in questa particolare fase di riordino e riorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali».
Da qui l’invito ad attivarsi perchè le intese sull’implementazione delle competenze siano approvato formalmente per permettere alle Regioni di darne applicazione in tempi rapidi».
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