Il dolore
Problemi cardiaci per il presunto pedofilo
LUCCA. Si è sentito male in carcere e ha accusato problemi cardiaci che hanno costretto la polizia penitenziaria a trasferirlo in ospedale. Franco Leone, 63 anni, artigiano, dal 13 giugno rinchiuso...
LUCCA. Si è sentito male in carcere e ha accusato problemi cardiaci che hanno costretto la polizia penitenziaria a trasferirlo in ospedale. Franco Leone, 63 anni, artigiano, dal 13 giugno rinchiuso in una cella in regime di isolamento nel carcere di Sollicciano con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un bambino oggi tredicenne è piantonato nel nosocomio fiorentino in attesa di un responso medico preciso sull’origine del disturbo cardiaco. Nei suoi confronti il sostituto procuratore Sara Polino - che l’aveva sentito a metà agosto - si appresta a chiedere il rinvio a giudizio (sono concluse le indagini preliminari). Per gli investigatori - della delicata vicenda si occuparono i carabinieri - Leone è «un soggetto pericoloso che può reiterare il reato». Una storia che a distanza di mesi scuote e tormenta le coscienze e che venne a galla quasi casualmente grazie a una sorta di inconsapevole confessione fatta dall’artigiano - che a distanza di tempo non riesce a rendersi conto del male che ha fatto - a un adolescente. Tutto nasce sette anni fa quando la mamma del bambino, andando a lavoro, lo lasciava a quel signore premuroso che si offriva di fare dei lavori a casa. Sotto le mentite spoglie dello «zio buono» si nascondeva un orco.
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