Il dolore
Concorso per direttore al Giglio in consiglio si annuncia lo scontro
La minoranza potrebbe chiedere l’annullamento della selezione. Indiscrezioni danno Ferrucci come candidato più probabile alla poltrona di dirigente generale. Clima teso anche tra i dipendenti
LUCCA. Stanno per cominciare i colloqui con i dieci candidati rimasti alla poltrona di direttore generale del teatro del Giglio. La data è quella di martedì 8 ottobre ma già lunedì 7 sul concorso in atto si annuncia un dibattito acceso in consiglio comunale. La minoranza ha chiesto al sindaco di relazionare sulla selezione, puntando gli occhi in particolare su un aspetto: i punteggi relativi alla valutazione dei singoli aspiranti all’incarico. Vale a dire il fatto, come recita il bando al paragrafo “valutazione e ammissione al colloquio” che «per la valutazione di ogni singolo candidato la commissione esaminatrice disporrà di un punteggio massimo complessivo pari a 50 punti, così suddiviso: curriculum vitae e professionale, massimo 20 punti; esito del colloquio, massimo 30 punti».
Sulla maggiore valutazione del colloquio rispetto al curriculum la minoranza potrebbe fare anche un atto forte: chiedere l’annullamento del concorso.
Tra i dieci candidati in lizza, le indiscrezioni danno come maggior quotato Manrico Ferrucci, giornalista e vicepresidente della Fondazione Piaggio di Pontedera e dipendente della Fondazione Teatro di Pisa; al suo attivo anche la direzione (e co-fondazione con Marialina Marcucci) di Md, Toscana Media Developmet, attiva nella produzione internazionale di cinema e marketing territoriale. In base al curriculum presentato, il suo punteggio risulterebbe infatti il più alto.
Gli altri candidati sono Luigi Della Santa, Andrea Palestini, Cataldo Russo, Paolo Demi, Paolo Diaz de Santillana, Giuseppe Morassi, Elena Aiello, Giovanni Viale, Paola Pitanti. Della commissione chiamata a scegliere il direttore fanno parte il direttore di Imt Alberto Bemporad, il ragionier Marcello Bertocchini, il maestro Gian Paolo Mazzoli direttore del Boccherini e il segretario comunale Sabina Pezzini.
Se il clima è teso a livello politico, non da meno lo è tra i dipendenti del teatro. I quali in primo luogo auspicano che la scelta del nuovo direttore cada non su una figura politica quanto dotata di competenze specifiche che permettano al nuovo dirigente di essere operativo fin da subito per affrontare questioni importanti in ballo da anni. Come quella del personale, vista l’insistente richiesta di rimpinguare le fila degli addetti al palcoscenico e ad altre mansioni di carattere tecnico. O come la questione scottante del contratto integrativo scaduto da anni, sul quale si è rotta anche l’ultima trattativa sindacale con l’allora direttore Maria Rita Favilla. Altro auspicio per i dipendenti: che i rappresentanti sindacali siano d’ora in avanti ascoltati e coinvolti, informati dei cambiamenti in atto, diversamente a quanto risulta essere successo in recenti occasioni.
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